Academy di So Wine So Food: l’accoglienza che fa la differenza

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In questo primo incontro quasi primaverile sul servizio di sala abbiamo affrontato un argomento importantissimo ma molto spesso sottovalutato: l’accoglienza. A salire in cattedra questa volta è stato Matteo Staibano.

 

Al giorno d’oggi il ramo della ristorazione è molto più complesso rispetto a qualche anno fa. La differenza non la fa più solo il cibo, ma ci sono una serie di fattori determinanti che ormai fanno parte di questo business. A spiegarlo è  Matteo Staibano, professionista del settore con un lungo ed importante curriculum: “È l’accoglienza a fare la differenza”. Un elemento fondamentale, del quale alcuni dei partecipanti già conoscono l’importanza, come Ivan, ristoratore da molti anni che ha scelto di partecipare “Per migliorare il servizio del locale ed accogliere i clienti al meglio delle possibilità”.

Ma all’Academy hanno partecipato anche ragazzi meno esperti, i quali sono venuti per apprendere il corretto atteggiamento da assumere nei confronti dei clienti. Come ad esempio Francesco, ventitreenne, che ha iniziato da poco a lavorare come cameriere, ma che vuole entrare a far parte “di questo mondo fatto di fatica ma anche di grandi soddisfazioni“. L’accoglienza non è semplice. Per riuscire a soddisfare tutti i commensali bisogna essere svegli ed  avere molto autocontrollo. Le tipologie di persone che si incontrano nell’arco di un servizio possono essere le più disparate, proprio per questo è importante avere anche una buona dose di sensibilità. Soprattutto perché in un locale “la prima impressione conta molto, e se si parte male recuperare è difficile“. E la figura dell’hostess è il biglietto da visita di un locale, su di lei si gioca una buona fetta del risultato finale. Gli errori, apparentemente innocui ma da evitare sono tanti, come lasciare un coperto in più sul tavolo oppure far sedere il cliente che non ha prenotato su un tavolo con l’indicazione “riservato”. Teoricamente niente di grave, ma sono gesti che possono essere interpretati come una mancanza d’attenzione. Errori che, a suo dire, anche Ivan nel suo ristoratore cerca assolutamente di evitare “per non indispettire i clienti“.

 

Stefano Bellachioma

 

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