Born in the USA: l’Uomo delle Stelle torna negli States!

San Giorgio Cafè: è un La Mantia bis!
10/05/2019
Tutti i numeri della Milano Food Week
13/05/2019

Ho ricevuto parecchie critiche in vita mia.

Sia per i lati più spigolosi del mio carattere che per le mie iniziative professionali.

Le ho accolte tutte, una per una. Dando loro un peso esatto. Considerandole prima singolarmente e, poi, nell’insieme. Ognuna di queste mi ha dato un dolore e un insegnamento. Su ognuna di loro ho ragionato a lungo per capire quanto fossero giuste e quanto, invece, fossero solo frecce lanciate nel cielo, con lo scopo di tornare violentemente a terra per bucarmi il costato.

Immagino valga un po’ per tutti. Immagino che, la cosa, sia capitata a ciascuno di voi.

Per quanto i complimenti, e di conseguenza, le persone che ci stimano, siano di gran lunga superiori, le critiche subiscono una valutazione differente. Sembrano più pesanti, più pressanti, più presenti. Impossibile non tenerne conto. Una macchietta nera, per quanto sia minuscola, risalterà sempre di più. Specie se come sfondo ha una immacolata t-shirt bianca. E’ nella natura dell’essere umano. Dare maggior importanza alle “sconfitte” invece che ai “successi”. Agassi, ad esempio, uno dei tennisti più grandi e discussi di sempre, diceva che il dolore per una disfatta sarà sempre superiore per intensità e durata rispetto alla felicità per una vittoria. Nulla di paragonabile. E io mi sono sempre trovato molto d’accordo con il mitico André.

Tra le mille rimostranze che mi sono state fatte, nessuna di queste ha mai riguardato il mio lato organizzativo. Nella calendarizzazione degli impegni non credo di avere rivali. Merito dei tanti e tanti anni passati alla ricerca di un equilibrio lavorativo. Necessario quando professionalmente ricopri la qualifica di “inviato”. Incastrare voli, viaggi, orari, consegne dei pezzi e vita privata non è un qualcosa che riesce con facilità. E’ lo stress, soprattutto, che va considerato e poi domato. Sicuramente a lungo andare, logora. E non tutti sono pronti ad affrontare una cosa tanto sfibrante.

Io non ho grandissimi meriti. O, comunque, c’è stato davvero poco di estremamente voluto. Questi due fattori, ovvero la capacità di organizzarsi e la mia indole, si sono “sposati” senza troppe difficoltà. Il fatto è che sono un abitudinario: per rendere al meglio ho bisogno dei miei spazi, dei miei orari, del mio modus operandi. Di tutto quello che mi dà tranquillità. Non importa la città o la nazione in cui mi trovo. Non importa se sono a bordo di un aereo o sui sedili di una automobile. Quello che conta è che io sappia esattamente cosa fare. E in che modo preciso.

Per questo amo organizzare i miei viaggi anche con diversi mesi di anticipo. Per questo mi piace essere ripetitivo. Adoro riproporre quanto ha centrato l’obiettivo.

Se mi seguite da un po’, quindi, saprete che a Maggio, ogni anno, programmo un viaggio lunghissimo. Meglio se transoceanico. Nel 2018 i giorni antecedenti all’estate mi condussero in Australia, dove visitai ben quattro ristoranti: Dinner By Heston Blumenthal, Orana, Pilu e Tetsuya’s.

Ora è tempo di tornare negli Stati Uniti: manco dal gennaio 2018. Se ricordate, per quanto mi fossi preso le vacanze di Natale per andarmene e staccare, non riuscii a rimanere senza esperienze enogastronomiche. Per cui decisi di utilizzare le mie ore libere per visitare diversi tre stelle Michelin di New York. Questa, invece, sarà la volta della California. Uno dei sogni americani. Una delle regioni più conosciute, amate, cantate e raccontate degli States.

Memore dei precedenti sbagli, non mi sono fatto trovare impreparato. Anzi. Mi sono organizzato per tempo. La città che mi farà da sfondo sarà San Francisco: la cui ultima guida della Rossa è stata pubblicato il 29 novembre scorso.  

Chiaramente io so già quali saranno gli chef che riceveranno la mia visita ma voi? Siete in grado di indovinare dove troverà spazio il vostro Uomo delle Stelle?

Aspetto i vostri messaggi. Magari per i più bravi ci sarà anche un premio in palio, chi può dirlo…

Ps. Vi devo ancora qualche recensione “europea”: non perdete di vista il mio blog o i miei canali Social perché sono ancora tante le cose che devo dirvi. Rimanete collegati. Anzi, visto che sto per atterrare negli Stati Uniti, cerchiamo di restare nel mood. Per cui: stay tuned!



1 Comment

  1. Kristoffer ha detto:

    Di sicuro Crenn e Manresa…… Spero che lei mangi a Benu, Mister Jiu o Lazy bear! Posso venire 😁

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *