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Mi sono sempre chiesto: perché la gente chiede gli autografi ai VIP? Perché si sbraccia pur di farsi una foto con un personaggio famoso qualsiasi?

Avevo una decina di anni quando mi posi, per la prima volta, questo tipo di interrogativo. Ero a Trigoria. Precisamente di fronte ai cancelli del “Fulvio Bernardini”: il centro sportivo in cui si allenava (e si allena tutt’ora) la Roma. Squadra della quale sono tifoso, come sapete. E club per il quale, già da qualche anno, stravedevo.

Ancora non ne ero a consapevole, ma la passione per il calcio (oltre a quella per il buon bere e il buon mangiare), mi avrebbe accompagnato per lustri. Ma questa è tutta un’altra storia. Torniamo a Trigoria e al momento in cui, circondato da un manipolo di compagni di classe, aspettavo l’uscita dei giocatori dall’entrata principale. I calciatori, terminato l’allenamento, salivano a bordo delle loro fuori serie e tentavano di raggiungere casa. Prima, però, dovevano affrontare una specie di marea umana. Incurante di tutto, anche del pericolo “automobile”, che avrebbero fatto qualsiasi cosa pur di portarsi via, la firma del giocatore più amato. Ma forse anche dell’ultima riserva…

Io ero qualche passo più indietro. E li osservavo. Quasi a bocca aperta.
Non perché mi interessasse meno, anzi. O mi sentissi tanto diverso, intendiamoci. Alla fine avevo raggiunto Trigoria solo per vedere i miei idoli. Solo non capivo quella strana smania. E a dirla tutta, mi faceva anche un po’ paura.

Sono arrivato alla risposta solo qualche anno più tardi. E attraverso un’epifania, un’illuminazione. Una di quelle folgorazioni che, quando ti prendono in mezzo alla strada, quasi vorresti alzare gli occhi e ringraziare quante più divinità conosci.

Non ti viene un nome di un attore? Boom. Improvvisamente ricordi chi era.
E quel motivetto che ti suona in testa da giorni e del quale proprio non riesci a recuperare il titolo? Eccolo, bello presente a metà di una rotatoria.

La gente chiede autografi e foto perché vuole condividere.

Vuole dimostrare a parenti e amici, e probabilmente soprattutto a se stessa, che quei personaggi che il più delle volte si vedono all’interno di uno schermo (catodico prima, ultra piatto adesso) le hanno dedicato un minuto del loro tempo.

Non facciamo, più o meno, tutti così? Non siamo sempre alla ricerca di condivisione? Con gli amici, i parenti, i nostri amori? Ai concerti, a teatro, al cinema? Scambiandoci libri, dischi (una volta), link di YouTube o Spotify?

Questo è anche il motivo per il quale ho deciso di intraprendere la nuova avventura di “Tu scendi dalle Stelle.

Il motivo è chiaro: ho mangiato in quasi il 70% dei ristoranti Tre Stelle Michelin del mondo. E’ arrivato il momento di pensare… al futuro.

Come ho già scritto in un blog precedente (che potrete rintracciare cliccando su un link qualche riga più in alto), ho sempre più bisogno di voi.
Ho la necessità, come ho già avuto modo di spiegare, che ognuno di voi si trasformi in una vera e propria guida.

Non dovete far altro che segnalarmi, attraverso i miei vari canali Social e questo gruppo Facebook, i ristoranti non stellati che, secondo la vostra opinione, vale la pena visitare. Non importa se siano in Italia o all’estero. Lo sapete: posso andare ovunque.
Scrivetemi solo i nomi, i luoghi in cui si trovano, gli chef che li dirigono e quale tipo di cucina propongono.

Poi toccherà a me. E alla mia redazione.
Valuteremo ogni tipo di opinione, selezioneremo le opzioni che ci sembreranno più interessanti e poi disegneremo una vera e propria mappa dei locali dei quali mi avete parlato.

A proposito di parlare: tutte le segnalazioni più interessanti, saranno anche tema delle trasmissioni che mi vedranno protagonista a RadioRock 106.6. Da qualche settimana, infatti, grazie alla disponibilità del direttore artistico Emilio Pappagallo, ho iniziato una collaborazione che mi vedrà discutere dei miei viaggi, la mattina, durante il RockShow con Alessandro Tirocchi e Maurizio Paniconi.

Non vedo l’ora di rimettermi in cammino.

Ancora qualche giorno di estate, di relax e poi… si torna in pista ragazzi!

Io e voi. Come sempre.

 

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