Ok, il prezzo è giusto: vol. 6! L’Uomo delle Stelle continua a pagare i suoi debiti…

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(Le puntate precedenti: 123, 4 e 5)

Vi sono mancato, eh? No? Dai, riformulo.

Avete ragione: non mi sono spiegato bene. Devo cercare di essere un po’ più chiaro. Più didascalico.

Provo a ripetere: vi è mancato il nostro classico appuntamento con gli scontrini? Direi di sì, visto il seguito e l’interesse che questa rubrica riesce a suscitare in ogni sua puntata. Qualcuno, però, come è naturale accada, potrebbe non averne mai sentito parlare. Come potrebbe essere al “primo incontro” con uno dei miei articoli. Poco male: tutto questo mi permette di procedere con lo “spiegone”. Che a me piace tanto e che poi, in fondo, non fa mai male.

“Ok, il prezzo è giusto”, come vi accennavo prima, è uno degli appuntamenti fissi di queste pagine. Studiare le ricevute di ogni pasto consumato durante il nostro road trip, ci permette di valutare con attenzione il rapporto qualità-prezzo dei ristoranti visitati. Dandoci una visione più ampia della nostra esperienza enogastronomica e quindi un giudizio più completo.

Anche in questa puntata troverete 5 ricevute: due “cinesi”, due “americane” e una “inglese”.

Sembra una barzelletta ma vi giuro che non lo è. Anzi. Ci sono dati molto seri da andare ad analizzare per poi, chiaramente, tirare delle conclusioni. Perché la qualità delle materie prime è importante, così come la genialità dello chef, la cortesia del personale o la profondità della carta dei vini. Ma anche il prezzo, anzi, soprattutto il prezzo, mantiene una sua importanza. Perché d’accordo pagare molto per mangiare in un tristellato ma le cifre da sborsare devono, comunque, rimanere all’interno della realtà. Del mercato in cui ci muoviamo.

Bando alle ciance: andiamo a leggere i miei giudizi di oggi. Non dimenticando che: “L’Uomo delle Stelle paga sempre i suoi debiti”.

The Fat Duck (Bray – Inghilterra): l’esperienza all’interno del ristorante di Heston Blumenthal è talmente tanto ricca e bella che avrei sborsato qualsiasi cifra per poterla vivere. Credetemi: è esattamente così. Più che un pasto, quello che si vive nel locale di Bray è un vero e proprio viaggio. Dal quale bisognerebbe tornare con souvenir, qualche foto e anche un piccolo filmato in formato VHS. Per i più curiosi, comunque, il prezzo finale è di 945 sterline ovvero 1070 euro da dividere per due.

Rapporto qualità-prezzo, voto: 8


L’Atelier de Joel Robuchon (Hong Kong – Cina): la moneta che vige ad Hong Kong è il dollaro. Chiaramente non americano. L’esperienza che ho vissuto nel ristorante di Joel Robuchon, per quanto i suoi locali siano più o meno tutti uguali, è da promuovere. Non con il massimo dei voti, ma con un bel 7 che in pagella non fa affatto sfigurare. Prezzo finale 2.279 dollari di Hong Kong, pari a 242 euro a coppia.

Rapporto qualità- prezzo, voto: 7


Otto e mezzo (Hong Kong – Cina): nonostante una location molto easy, ovvero all’interno di un centro commerciale, quello di chef Bombana è un ristorante di tutto rispetto, che cerca di far rivivere all’estero, i sapori e i colori dell’Italia. Attenzione maniacale al servizio e alla materia prima. Il prezzo finale è di 4.211 dollari di Hong Kong, quindi 447 euro, da dividere per due.

Rapporto qualità-prezzo: 7


Eleven Madison Park (New York – USA): come accade in moltissimi ristoranti newyorkesi, il pranzo o la cena vanno pagati in anticipo. Purtroppo, al momento della prenotazione, non c’erano tavoli singoli o da due persone da poter “riservare”. Così, senza poter proferir parola, mi sono dovuto accontentare di un tavolo da 4, pagando l’intera cifra. Come se a cena, appunto, fossimo in 4. Parliamo di 1284 dollari più 205 dollari di selezione di vini, per un totale di circa 1500 dollari pari a 1254 euro. Francamente troppo, anche per New York.

Rapporto qualità-prezzo, voto: 3.5


Chef’s Table (New York – USA): anche in questo caso il pasto è stato pagato in anticipo. Parliamo di un menù da 330 dollari a persona ai quali vanno aggiunti i 108 dollari da versare per il vino. La cifra finale (738 dollari ovvero 620 euro circa, da dividere per due) permette a questo ristorante di assestarsi a metà classifica, con un voto più che sufficiente. Solo l’idea varrebbe molto di più, ma occorre comunque valutare ogni componente.

Rapporto qualità-prezzo, voto: 6.5

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