Ok, il prezzo è giusto: vol. 7! L’Uomo delle Stelle continua a pagare i suoi debiti…

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(Le puntate precedenti: 123, 4, 6)

Silenzio assordante.

Ghiaccio bollente.

Buio brillante.

Amo la letteratura. La poesia.

E ancora di più amo le figure retoriche. Tra queste, quella che mi ha sempre affascinato più delle altre, è l’ossimoro. Cioè una frase che “accosti due termini di senso contrario o comunque in forte antitesi tra loro”.

Gli esempi li trovate nelle prime righe di questo blog. Ma potrei continuare all’infinito: disgustoso piacere, illustre sconosciuto, lucida follia…

L’ossimoro mi piace perché credo mi somigli. Azzarderei anche: credo CI somigli. Noi siamo tutti frutto di un contrasto. Quante volte vi sarete sentiti dire dal vostro fidanzato o dalla vostra fidanzata: “Ma tu chi sei? Quello con cui ho litigato ieri o quello con cui mi sto baciando oggi?”

Siamo entrambe le cose, naturalmente. Capace di reagire in maniera diversa ad avvenimenti diversi. E questa è forse la nostra più grande forza. La nostra meravigliosa bellezza: il saper conoscere, studiare e infine adattarci a tutte le nuove situazioni che la vita ci para davanti.

Tutto questo per dirvi che ho lo stesso tipo di atteggiamento verso i Social.

Li amo e li detesto nella stessa misura.

Vado a spiegarmi.

Li amo quando mi permettono di entrare in contatto con persone con le quali, probabilmente, non avrei mai avuto la possibilità di parlare.

Li amo quando mi fanno vedere, attraverso foto e video, le nuove creazioni, i nuovi piatti, degli chef che stimo.

Li amo quando, con la scusa di blog e recensioni, posso confrontarmi con Voi: ricevere suggerimenti, consigli, anche critiche costruttive. Utilissime per crescere e quindi migliorarsi.

Ma come accade in tutte le cose, ecco arrivare puntualissimo il però…

Ho seguito con parecchia attenzione tutta la polemica legata ai prezzi di Carlo Cracco.

Tranquilli: arriva lo “spiegone” per chi non conoscesse la storia.

Un cliente, qualche giorno fa, si è recato nel nuovo ristorante di Cracco (che ho anche recensito.

Clicca qui se vuoi saperne di più…) e dopo aver ordinato tre spremute d’arancia, due bottiglie d’acqua e pagato il conto, ha deciso di pubblicare lo scontrino del “pasto” sul proprio profilo. Per lamentarsi del costo troppo esoso: parliamo di 41 euro di conto.

Non mi permetto di giudicare il comportamento di questo utente.

Ma per esperienza posso dire che, mangiando in posti rinomati come quello di Cracco, va da sé che non si paga il solo “piatto”. Ma anche l’esperienza, il nome, la sapienza e l’inventiva dello chef.

Questa storia mi è apparsa in una notte d’estate, come il richiamo di Batman quando Gotham City ha bisogno di lui. Per cui eccomi di ritorno con una delle mie rubriche più richieste: “Ok, il prezzo è giusto”. Altri cinque scontrini di ristoranti in cui ho mangiato, attraverso i quali giudicare il rapporto qualità/prezzo.

Via alle considerazioni!

T’ang Court (Hong Kong – Cina): questo è stato uno dei ristoranti che più mi ha deluso durante il mio road trip, tanto da avergli dato, come voto, una sola barba e mezza. Il costo della cena, però, 2442 dollari cinesi, quindi 267 euro da dividere in due (137 a testa), è in linea con quanto ho mangiato.

Rapporto qualità-prezzo, voto: 7


Robuchon Au Dome (Macao – Cina): che posto incantevole! La bellissima cupola, la qualità delle pietanze preparate, il servizio impeccabile rendono quasi obbligatorio il fermarsi in questo locale. L’eccellenza, però, per quanto sia vicinissima, non è stata ancora raggiunta.

Rapporto qualità- prezzo, voto: 8


Hertog Jan (Zedelgem – Belgio): enorme, gigantesca delusione. Soprattutto per il servizio, visti i 45 minuti di attesa. La mail di scuse del sommelier Joachim Boudens ha sedato un po’ il mio disappunto. Così come mi ha convinto a tornare. Lo farò più avanti. Comunque parliamo di un conto da 450 euro da dividere per due: quindi 225 euro a testa. Per niente sufficiente.

Rapporto qualità-prezzo: 5



Epicure (Parigi – Francia): anche per il ristorante di chef Eric Frechon, vale il discorso fatto per tutti gli altri locali francesi o parigini. In terra d’oltralpe tutto costa molto di più, quindi anche questo fattore va preso in considerazione. Considerando, però, la troppa velocità del servizio e i piatti non proprio indimenticabili, diciamo che un conto da € 211 ci può anche stare…

Rapporto qualità-prezzo, voto: 7


Sushi Shikon (Hong Kong – Cina): questo è uno dei posti migliori in cui mi sia capitato di mangiare. Non solo in Cina ma proprio durante tutto il mio road trip. Ho una grande ammirazione per chef Yoshiharu Kakinuma ma un conto da 7810 dollari di Hong Kong, quindi €857 da dividere per due (€428 circa a testa) mi sembra troppo fuori mercato. Comunque sufficienza guadagnata.

Rapporto qualità-prezzo, voto: 6

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