Ok, il prezzo è giusto: vol. 8! L’Uomo delle Stelle continua a pagare i suoi debiti…

The Rock, l’isola che non c’è… esiste!
03/08/2018
Guida Michelin 2019, le Stelle di Singapore
05/08/2018

(Le puntate precedenti: 123, 4, 5, 6 e 7)

Negli ultimi tempi ho stretto un sacco di mani e dispensato numerosi sorrisi.

Ho risposto a mail. Messaggi. Perfino direct (come dicono i giovani) che per chi non li conoscesse, sarebbero le “chat private” di Instagram.

Per lo più, mi sono confrontato con lettori.

Appassionati del nostro blog (chiaramente mio e vostro). Curiosi, avidi di particolari rispetto al nostro road trip (anche in questo caso, mio e nostro).

Non mi sono mai tirato indietro. Per quanto passi per un solitario, soprattutto per necessità lavorative, più che per scelta, amo la condivisione.

Amo il teatro, il calcio naturalmente, i concerti.

Tutti i luoghi in cui si incontrano persone sconosciute, capaci di trasformarsi in fratelli in pochissimi secondi. Magari mentre ci si abbraccia per un gol della propria squadra. Oppure proprio mentre si consuma l’ugola per urlare a squarciagola il ritornello della nostra canzone preferita.

Ho scritto sms o whatsapp di ringraziamento.

Ho provato ad esaudire ogni tipo di richiesta.

Non mi sono tirato indietro di fronte a nessuna domanda.

Ho detto sempre la verità.

Oddio, forse non proprio sempre.

Perché, tra una risata e un complimento (e anche un pizzico di invidia, ma di quella buona, che qualcuno non perde mai l’occasione di manifestarmi), probabilmente qualcosa ve l’ho nascosta.

Pronti a dare il benvenuto al monsieur Lapalisse?

Sto per rivelarvi un segreto che credo vi cambierà la vita (si scherza…)

Ogni lavoro, compreso il mio, per quanto meraviglioso, desiderato, sognato e agognato, nasconde dei lati oscuri. Oppure cela dei particolari che proprio non riescono ad andarci/vi giù.

Anche il mio road trip ne ha.

Per fortuna molti meno di quanto si possa immaginare. Ma li possiede.

Non parlo della stanchezza, dei chilometri, delle città da cambiare in continuazione, così come gli alberghi. O le lingue da capire e parlare. Parlo di un qualcosa di molto più semplice. Che tra l’altro, in parte, vi ho accennato anche qualche riga fa.

Parlo della condivisione.

Non avete idea di quanto mi pesi, e ogni giorno di più, il dover mangiare da solo. Il dover vivere queste meravigliose esperienze enogastronomiche, senza aver qualcuno con cui potermi confrontare.

Immediatamente.

Ecco perché (ma non lo dite al mio editore, vi prego…) faccio di tutto per incontrare amici che magari si trovano nella stessa città in cui sono io per una vacanza o un viaggio di lavoro. Mi invento qualsiasi cosa pur di portarli con me a pranzo e a cena.

Mi manca confrontarmi con gli altri mentre mangio. Mentre, magari, assaggio un vino particolare per il quale vorrei subito aprire un confronto infinito. Del quale vorrei un feed back immediato.

Come mi manca la parte finale del pasto.

Quello scambio di sguardi, degno di un film western di Sergio Leone, mentre si cerca il modo più veloce e meno vistoso, per liberare la nostra carta di credito e offrire la cena.

Ecco, perché, di tanto in tanto, mi trovo qui a mostrarvi una serie di scontrini, attraverso i quali interrogarci sul rapporto qualità/prezzo dei ristoranti visitati.

Pronti a valutarne altri cinque?

Perfetto. Perché l’Uomo delle Stelle paga sempre i suoi debiti.

Aqua (Wolfsburg – Germania): impossibile non innamorarsi di questo ristorante tristellato e del suo chef, Sven Elverfeld. Non a caso uno dei dieci cuochi più importanti della Germania. Per quanto non sia semplicissimo arrivarci, devo dire che il locale è meraviglioso, inserito in un posto stupendo, che vale ogni centesimo speso. Trecento euro, compresa la mancia, rappresentano un conto onesto.

Rapporto qualità-prezzo, voto: 7

Maison Pic (Valenza – Francia): quello di Anne-Sophie è un ristorante che trasuda storia. E la cosa è evidente sia nel servizio che nella qualità dei piatti serviti. La carta dei vini è probabilmente uno dei fiori all’occhiello di questo locale e permette di prendere calici anche di etichette costose a prezzi abbordabili. Appunto per questo, un menù a 170€ (il decouvert) mi pare più che accettabile.

Rapporto qualità- prezzo, voto: 8

Astrance (Parigi – Francia): questo è uno dei ristoranti per il quale ho faticato di più nel formulare un giudizio completo. Guardando lo scontrino (che trovate in foto, in basso), mi sembra nemmeno sia possibile chiamarlo così. E’ un foglio bianco sul quale sono state appuntate delle cose. Calcolando però che ci troviamo a Parigi, dove la vita (e la ristorazione di livello) è abbastanza costosa, direi che €230 euro per un menù degustazione non sono moltissimi.

Rapporto qualità-prezzo: 7.5


Uberfhart (Rottach-Egern – Germania): quella che ho vissuto all’interno del ristorante, ospitato in una piccola città della Baviera, è una delle esperienze più rilassanti che mi sia mai capitato di incrociare. La comodità dell’albergo, la SPA, la qualità dei piatti serviti. Un conto di 221 € ci può stare. Considerando anche il fatto che mi sono fatto grattugiare su una pietanza, circa 4 grammi di tartufo, per un totale di 40 euro.

Rapporto qualità-prezzo, voto: 8


DiverXo (Madrid – Spagna): il ristorante di David Munoz si trova a pochissimi passi dal Santiago Bernabeu, lo storico stadio del Real. E devo dire che è uno dei più stravaganti in cui ho mangiato. In Spagna, poi, tutto costa molto di meno, un conto da €594 da dividere per due (quindi €300 a testa) mi sembra giusto.

Rapporto qualità-prezzo, voto: 8

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *