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Amo le sfide.

 

Le ricerco in continuazione. Anche quando sembra che non ci sia una giusta ragione. Anche quando sembra non ci sia una reale necessità.

 

Il fatto che mi annoio con una facilità che mette spavento. E la verità è che non sono un tipo “autoalimentato”. Mi spiego meglio: spesso, in effetti, rimango vittima dei miei ragionamenti. Dei miei pensieri. Dei miei soliloqui. Dei quali espongo ai miei astanti soltanto la parte finale. Rischiando di compromettere la conversazione e quindi anche la comprensione totale del mio pensiero. Soprattutto se nego alle persone con cui sto parlando, il ragionamento iniziale. Le cause, le motivazioni che lo hanno fatto scaturire.

 

Non so gestirmi. Non so accontentarmi. Soprattutto, non so rintracciare dentro di me, tutto il necessario per lanciarmi in una nuova avventura.

Ho una necessità continua di stimoli, di obiettivi da raggiungere, di traguardi da individuare e poi tagliare. Se col sorriso di chi straccia per primo il “filo di lana” o con la faccia stravolta dalla fatica e dal sudore di chi comunque è riuscito ad arrivare alla fine di un percorso, non ha importanza.

 

Quello che conta davvero è avere nuove sfide da completare. Concluderne una e averne già un paio all’orizzonte di cui preoccuparsi.

 

Che meraviglia, non trovate?

Cosa saremmo senza la voglia di colpire il punto rosso al centro del bersaglio?

Poco o niente.

 

Ecco, perché mi trovo qui a scrivervi. Oggi più che mai ho bisogno del vostro aiuto. In fondo la mia figura, la mia intera avventura, ogni singolo metro del mio roadtrip, non avrebbero senso se non ci foste voi. Nessuno, infatti, leggerebbe i miei racconti, nessuno commenterebbe i miei post, nessuno mi riprenderebbe per errori, refusi, sviste. E, dunque, nessuno mi spingerebbe a migliorarmi. A fare diversamente. A crescere. Ad andare, con gioia e soddisfazione, ben oltre i miei limiti.

 

Se ci avete fatto caso, da qualche tempo a questa parte, ho ridotto le mie visite ai ristoranti Tre Stelle Michelin. La motivazione non è da rintracciarsi né nella stanchezza, né nella noia. Parlerei di curiosità: della voglia di scoprire cosa manca ai locali mono e bistellati, per approdare nell’alveo della ristorazione d’eccellenza.

 

E proprio facendo questo tipo di “percorso” ho avuto un’idea per rendere molto più stimolanti i prossimi mesi insieme.

 

Il nuovo “progetto” si chiamerà: Tu Scendi dalle Stelle.

 

Mi piacerebbe che vi trasformaste nel mio editore.

Meglio.

Che diventaste la mia nuova Guida Michelin.

 

Segnalandomi, attraverso i miei vari canali Social e su un gruppo Facebook (che sto creando per l’occasione) tutti i ristoranti non stellati che, secondo la vostra opinione, vale la pena visitare. Che siano in Italia o all’estero non cambia molto. Indicatemi nomi, località, chef, tipo di cucina e soprattutto spiegateci perché bisognerebbe mangiarci. Che tipo di esperienza devo prepararmi a vivere.

 

Le segnalazioni più interessanti, oltre che trasformarsi in un blog chiaramente, saranno anche tema delle trasmissioni che mi vedranno protagonista a RadioRock 106.6. Da qualche settimana, infatti, grazie alla disponibilità del direttore artistico Emilio Pappagallo, ho iniziato una collaborazione che mi vedrà parlare dei miei viaggi, la mattina, durante il RockShow con Alessandro Tirocchi e Maurizio Paniconi.

 

Rimanete incollati alla nostra comunità: ogni mio passaggio vi sarà ampiamente comunicato e anticipato.

 

Ready? L’Uomo delle Stelle è pronto a scendere dalle Stelle.

Senza di Voi, però, mi risulta difficile.

 

Forza, ancoratemi a terra!

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