300 anni di Chianti con un’ottima annata

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60 etichette di Chianti Classico 2016 per la prima denominazione “ante litteram” d’Italia

Una ragione storica per degustare ben 60 etichette di Chianti. Correva l’anno 1716 quando il Granduca Cosimo III de’ Medici limitò i territori toscani più vocati alla produzione di vini di alta qualità con uno specifico bando. Fu così che tra le città di Firenze e Siena nasceva l’odierno vino Chianti Classico, la prima denominazione ante litteram d’Italia. 

Per celebrare 300 anni di storia del primo vino di territorio in Italia, a Roma c’è stata una degustazione con una verticale di una delle sue annate migliori, quella del 2016. Infatti, sul mercato del Chianti Classico la vendemmia del 2016 si è rivelata particolarmente felice tanto che quella della Fattoria San Giusto a Rentennano è rientrata al terzo posto della Top 100 Wine Spectator.

Nelle stanze dell’antico Palazzo Rospigliosi la presentazione dei vini Chianti Classico 2016 con la Gran Selezione sul banco d’assaggio insieme a Riserva e Annata è stata strutturata con un’esclusiva cena a cura di Retrobottega. Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Iudice hanno abbinato grandi piatti a grandi etichette come il Solatìo dell’Azienda Castello di Albola, Casaloste Riserva, Il Molino di Grace Riserva e il Vinsanto del Chianti Classico 2014 dell’Azienda Volpaia. “Come produttori di Chianti Classico siamo orgogliosi di presentare la vendemmia 2016, non solo per le nostre radici, ma anche perché il nostro impegno è stato riconosciuto dalla critica italiana e internazionale” dichiara il Presidente del Consorzio, Giovanni Manetti. Intanto, a conclusione dell’ultima vendemmia i calici sono già puntati sul 2019, un’annata che, dalle prime valutazioni, pare abbia un ottimo potenziale.

Cavolo in galantina

Insalata di coniglio, olive e mandorle

Risotto, quaglie e fondo d’arrosto

Collo di maiale marinato, rape e cima

Carrot cake e mele cotogne

Ph Gennaro Di Micco

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