A Milano La terra trema… di gusto

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Nel primo fine settimana di dicembre, nello spazio autogestito del Leoncavallo, si è svolta la dodicesima edizione di una delle manifestazioni enogastronomiche più variegate d’Italia

 

Se diciamo la terra trema cosa viene in mente? Terremoti, catastrofi, distruzione. Bene, è proprio così! Questa volta però nessuno si farà male, forse. Al Leoncavallo di Milano si è svolta per la dodicesima volta la manifestazione “La terra trema – Fiera feroce di vini, cibi e cultura materiale”. In questa tre giorni che si è tenuta dal 30 novembre al 2 dicembre si è visto e fatto molto. Dai racconti ai concerti, dalle degustazioni ai laboratori. Certo, direte, ma tutto questo avviene anche in altre fiere, perché qui è diverso? Vediamolo. Negli ultimi anni il vino e il cibo, argomenti che nel nostro paese ma non solo, ricoprono un ruolo di spicco, hanno per alcuni assunto tinte diverse da quelle iniziali. In principio era gusto, sapori e piaceri poi, il business. Non è nostra intenzione demonizzare niente e nessuno ma fermarci a riflettere, insieme, perché come sempre la disarmonia, la mancanza di equilibrio nelle cose può portarci fuori strada. Non c’è niente di male nel guadagnare per il proprio lavoro, che magari coincide con le proprie passioni, (e qui si è estremamente fortunati), ma allora è bene ricordarsi che parlare di tradizione, di territorio, di inclusione è una cosa seria. Se il principio, il baricentro si sposta, si sbilancia, sulla sola logica del prodotto/profitto o peggio del profitto prima del prodotto rimane solo un passo, molto breve, e non si rispetta più quel territorio che dovremmo proteggere, quel calice che dovremmo alzare fieri, perché lo abbiamo fatto con le nostre mani e con il nostro impegno, quella tradizione che non ci appartiene fino in fondo ma l’abbiamo comprata. Qui il vino ha le rughe e la barba lunga, l’occhio lucido e le mani callose, la schiena curva e le scarpe sporche. La terra trema quindi, e speriamo continui a farlo, per scrollarsi di dosso chiunque veda nei piaceri che essa stessa ci offre, da sempre, naturalmente, solo denaro, solo marketing, solo business. L’intenzione della manifestazione è da sempre questo qualsiasi siano state le trasformazioni che nel tempo ha dovuto attuare e afferma di rimanere tale. Il modo, il sistema, ognuno è libero di condividerlo o no ma in ogni caso ci aiuta a pensare quando compriamo una bottiglia e la beviamo o quando guardiamo un piatto e lo mangiamo.

Raffaele Marallo

   

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