Caput Vini, il riconoscimento storico del Consorzio Roma Doc

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Nella Città Eterna nasce un’associazione che punta al controllo totale della filiera: il primo presidente, votato dal Consiglio d’Amministrazione, sarà Tullio Galassini

 

È stata ufficializzata la nascita del Consorzio Roma Doc, riconoscimento storico di denominazione per la Città Eterna e la sua produzione vinicola.

Il 27 giugno scorso si è riunito il primo Consiglio di Amministrazione che ha nominato Tullio Galassini suo presidente. Al fianco di dieci consiglieri: Felice Mergè, Francesca Romana Cappelli, Marco Cerqua, Felice Gasparini, Marcello Astolfi, Lorenzo Sbardella, Renato Brunetta, Massimiliano Mergè, Adelaide Cosmi, Cristiano D’Annibale.

Tra gli obiettivi primari del Consorzio c’è il controllo totale della filiera tramite erga omnes. Al momento si contano ben 24 associati tra produttori ed imbottigliatori di vino per 235 ettari complessivi e 500 mila bottiglie totale di produzione. Il fine ultimo è proprio quello di raggiungere a breve il 100% della filiera iscritta al Consorzio, ai fini della massima valorizzazione del prodotto.

“Di fondamentale importanza – sostiene Galassini – saranno anche i progetti di comunicazione e promozione, da portare avanti usufruendo dei fondi regionali ed europei. Non a caso tra i primi passi fatti dalla precedente Associazione Produttori Vino Doc Roma c’è stato l’avvio della comunicazione web, con il lancio del sito internet e delle attività Social. Tra le azioni a vantaggio dei produttori, inoltre, abbiamo già registrato una grande soddisfazione per il cambio del disciplinare che ha permesso di introdurre la versione amabile e soprattutto l’obbligo dell’imbottigliamento nella sola provincia di Roma. Ma chiaramente il tutto non può prescindere dalla certificazione della nuova DOC. Da parte mia e degli associati del Consorzio c’è una forte fiducia nei confronti di un territorio in netta crescita e di una realtà che reca il nome della Città Eterna, ammirata in tutto il mondo e per questo fortemente riconoscibile. Si tratta di un potenziale enorme – conclude il presidente – ancora quasi del tutto inespresso, che ora ha tutte le carte in regola per essere competitivo in Italia e all’estero”.

La denominazione Roma DOC comprende da oggi diversi territori della provincia di Roma. I vitigni idonei alla produzione sono: Malvasia del Lazio o Puntinata, Bellone, Bombino bianco e Trebbiano giallo e verde per i vini bianchi; Montepulciano, Cesanese di Affile, Cesanese Comune e Sangiovese per i vini rossi. Sette le versioni previste da disciplinare: “bianco”, anche nella versione amabile; “rosso”, anche nella versione amabile; “rosso riserva”; “rosato”; “Romanella” spumante; “Malvasia del Lazio o Puntinata”; “Bellone”.

 

Gianluca Grasselli

 

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