Darjeeling: il primo tè di Babingtons

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Nella storica tea room di piazza di Spagna un evento per aiutare i ragazzi della regione indiana dove viene prodotto il più pregiato dei tè neri 

Indirizzare i giovani della regione dello stato indiano del Bengala Occidentale, da sempre produttrice di tè nero pregiato, verso il tortuoso mondo del lavoro, aprire nuovi orizzonti e creare le basi per un futuro ricco di opportunità. Questi i propositi del nuovo progetto di Corporate Social Responsability, pensato tra i tavoli di Babingtons, la storica sala da tè nata a Roma nel 1893 per volontà di due giovani aristocratiche inglesi: Isabel Cargill, figlia del capitano Cargill, fondatore della città di Dunedin in Nuova Zelanda e Anna Maria Babington, discendente di quell’Antony Babington, impiccato nel 1586 per aver cospirato contro Elisabetta I. 

Le due giovani decisero di investire i rispettivi risparmi all’apertura nella capitale della sala da tè, in origine un regalo destinato alla comunità anglosassone. L’iniziativa nasce qui, ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, dove i proprietari Chiara Bedini e Rory Bruce hanno incontrato Anneysa Ghosh – direttrice della società indiana di consulenza Hausos Ventures con sede nella città di Hyderabad –appena un anno fa, in vista di un obiettivo comune: salvare i giovani del Darjeeling dalla disoccupazione e dalla strada. “Il tè Darjeeling, spesso considerato il più pregiato tra i tè neri, è stato il primo ad essere servito da Babingtons agli albori della sua storia, quando nostra bisnonna Isabel Cargill e la sua grande amica Anna Maria Babington aprirono l’unica sala da tè della Città Eterna nel 1893, creando un luogo prezioso, elegante e raffinato”, dice Chiara Bedini. “Il progetto è il nostro doveroso e sentito ringraziamento nei confronti di questa terra meravigliosa e del suo popolo, il nostro modo per restituire forza e fiducia nel futuro a questa comunità che oggi si trova in difficoltà”.

Il progetto, finanziato interamente da Babingtons e sviluppato in stretta collaborazione con la Hausos e la CII (Confederation of Indian Industries), prevede la scelta tra due corsi distinti: uno nell’ambito dell’ospitalità, l’altro nell’ambito infermieristico-sanitario. 50 ragazzi e ragazze senza la possibilità economica di una formazione opportuna, hanno avuto la possibilità di studiare seguendo un intenso percorso formativo, avverando così il sogno di diventare infermieri o chef – a seconda della loro preferenza – fino al raggiungimento del diploma finale consegnato, con tanto di cerimonia, proprio nella regione di Darjeeling.

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