Fermento in tour 2018

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E’ tornato l’evento più atteso dell’estate sulla costa laziale. Birre artigianali provenienti da tutte le regioni d’Italia hanno animato una tre giorni ricca di musica, food e divertimento

 

Tre giorni di divertimento, allegria e tanta, tanta birra. Nella location di Sabaudia, splendida cittadina di mare a sud della costa laziale, è andata in scena la terza edizione di Fermento. La più prestigiosa kermesse dedicata alla birra artigianale è tornata ad allietare le prime tre serate di agosto tra musica, con dj set di artisti emergenti, street food e degustazioni di oltre 50 proposte di birrifici italiani. Poco importa che sia ambrata, rossa o scura, quello che più conta, quando si parla di birra, è l’ingrediente da cui tutto parte: il malto, risultato di una specifica lavorazione di cereali. Difatti la scelta tra le differenti tipologie di malti che un birraio ha a disposizione determina stile e colore, ha importanti risvolti aromatici e implica effetti sul corpo, sull’alcolicità e sulla tattilità della birra. Tutti elementi fondamentali per la conoscenza di una bevanda considerata da sempre popolare ma che nasconde risvolti molto complicati e particolari durante le fasi di produzione. I laboratori hanno avuto proprio il compito di formare il pubblico. Tra la differenza madre, quella cioè di birre artigianali e industriali a quella tra le diverse tipologie di luppoli, da cui derivano tutti gli elementi caratterizzanti della birra stessa. Anche lo street food, in alcuni casi in versione gourmet, ha giocato un ruolo molto importante nella manifestazione. Attraverso lab di cucina e in particolare di friggitoria è stata esaltata l’importanza della qualità e delle materie prime anche per il cibo di strada, sempre più trend gastronomico, più che moda passeggera. Non soltanto food però, dal momento il festival è ‘fermentato’ anche dal punto di vista musicale. Il tema resta quello delle eccellenze del territorio ed ecco che con vinili originali e ritmi quasi dimenticati, si è respirata un’aria di festa propria d’altri tempi.

Jacopo Nicoletti

 

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