Festa della mietitura 2018: il comune di Rossano rinasce dalla spiga di grano

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30 giugno – 1 luglio. Genti di Calabria, il riscatto parte dalla terra. Presso la Masseria Mazzei un weekend tra antichi riti contadini, rappresentazioni storiche e atti di generosità

 

È luglio, il mese della mietitura. Il grano è stato già seminato a larghe braccia, i chicchi sono maturi al punto giusto, le spighe si piegano sul loro peso e la schiena dei braccianti è ricurva a mezzodì. “Benvenuti nella Calabria del Nord Est”. Così Rodolfo Mazzei, ci accoglie nella sua terra, tra la sua bella gente, in famiglia. Ci troviamo a Rossano, un comune della Sila greca oggi unificato con Corigliano, che alterna mediterraneità, ionicità e silanità in un territorio in cui il grano è stato il primo marcatore d’identità.

In una zona dove la civiltà del mare e quella di montagna hanno fatto sintesi, dove “la cultura è compatibile con le colture e i saperi con i sapori”, per citare la lungimiranza del Prof. Filareto, l’oro di Calabria è il filo conduttore, o meglio, il “covone di spighe” di un intero popolo. La Masseria Mazzei, tra le Residenze d’epoca italiane di maggior prestigio, è nota come azienda agricola biologia del Gelso, anzi del Gelso 3.0 come l’ha definita l’avvocato Rodolfo, quest’anno ha deciso di ospitare la prima edizione della Festa della mietitura 2018. Da qualche anno l’azienda agricola, nei suoi campi interamente biologici, ha destinato una significativa porzione al recupero dei grani di qualità, grani italiani, meridionali, e di origini antiche. “Andiamo a mietere il grano, raccoglieremo l’amore”. Un rito tra le matrici identitarie più caratteristiche insieme agli storici mulini ad acqua, che oggi rinasce con il Patrocinio dell’Amministrazione comunale e la collaborazione dell’Istituto agrario cittadino, della Coldiretti Campagna amica, della locale condotta di Slow food e di associazioni culturali, sociali e artistiche rossanesi. I costumi e i forti valori di un tempo, capisaldi come il lavoro, la famiglia e la religiosità, la fatica accompagnata dai canti e dai balli popolari, la mostra di antichi attrezzi agricoli hanno dato voce, forma e colore a un presepe vivente in un paese che si è vestito a festa. Un incontro tra la civiltà contadina e la società disincantata dei tempi moderni sostenuto da una conversazione con studiosi ed esperti su aspetti storici, archeologici e socio-economici che è stata poi avvalorata da un convegno tecnico-scientifico su temi agronomici, nutrizionali e biologici. Folklore e antropologia hanno alleggerito, invece, la seconda parte di C’era una volta la mietitura scena consacrata dalla benedizione del grano raccolto a cui abbiamo reso mille grazie con un intenso percorso di degustazione itinerante nella Massaria Mazzei deliziati da piatti tipici e assaggi Naturaliter. “Naturalmente, in modo naturale” traduce il logo dei prodotti a marchio Il Gelso e, oltre a caramellati, marmellate, confetture, miele, stuzzicherie e selvatici, anche semola, semola rimacinata e semola integrale ottenute dalla lavorazione del grano duro Saragolla biologico.

E se per lo scrittore Alvaro “la Calabria è la terra dell’anima”, la Festa della Mietitura in casa Mazzei è stato un inno all’amore campestre, sul suolo fecondo dove la fertilità è donna e il contadino si appresta ad accogliere il grano, perché è questo il suo oro e questa è la sua “amara terra mia, amara e bella”.

Andrea Martina Di Lena

 

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