Gambero Rosso, presentata a Napoli la Guida “Pizzerie d’italia 2019”

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A Napoli, con Palazzo Caracciolo come sfondo, sono svelate le nuove classifiche dei migliori pizzaioli italiani: in testa a pari merito Franco Pepe e Simone Padoan. Ma Francesco Martucci e i suoi Masanielli?

Nella splendida cornice di Palazzo Caracciolo a Napoli, si è tenuta la presentazione della guida del Gambero RossoPizzerie d’Italia 2019”.

Oltre 600 i locali coinvolti, 62 i Tre Spicchi premiati, 10 le Tre Rotelle. Numeri che dimostrano come anche questa sesta edizione sia stata all’insegna del successo.

Al vertice della classifica, che da quest’anno si arricchisce di un punteggio frutto della somma di tre voci (pizza, ambiente e servizio) troviamo primi a pari merito Franco Pepe (che si conferma leader delle classifiche tecniche con tre spicchi e 96 punti) e Simone Padoan. A seguire Enzo Coccia e Renato Bosco (94).

Per la pizza in teglia, invece, è stato premiato Gabriele Bonci con una valutazione di 95/100.

Senza voler togliere meriti a nessuno, né ai votati né ai votanti sorprende il risultato dei Masanielli di Francesco Martucci. Sì, certo tre spicchi sono un grande risultato: molti o tutti farebbero carte false per comparire con una valutazione di 91/100 ma vorrei aprire una riflessione e magari, insieme, trovare una soluzione.

Possibile che il pizzaiolo che in pochi anni è riuscito a “convertire” decine di migliaia di napoletani (non neozelandesi) al suo prodotto, un popolo che vive e mangia pizza da sempre, facendogli dire “Sì, la miglior pizza la fa un casertano fiero e orgoglioso” non sia nemmeno meritevole di salire sul podio?

Ricordo ancora il miracolo che avvenne la prima volta che assaggiai il suo prodotto. “Vai!” mi dicevano “ne godrai” continuavano. Ad ogni esclamazione ero sempre più convinto che una buona attività di marketing possa realmente rimbambire le persone. Quindi rimandavo, e ancora rimandavo, un po’ come capita con il tormentone musicale dell’estate: dall’odio iniziale finisci per cantarlo a squarciagola.

Il primo assaggio mi fece sentire talmente stupido da spazzare via ogni dubbio: fragrante dal profumo di pane caldo, consistente al palato ma estremamente scioglievole. E tanto leggera da poterne mangiare più di due senza avere alcun trauma digestivo. Le ricette? Preparazioni che mi hanno portato a credere che finalmente fosse arrivato il  Masaniello della gente. Colui che liberando l’alta cucina dagli schemi rigidi in cui è vincolata, la rende fruibile a tutti, ogni giorno, a basso costo, regalando felicità a migliaia di persone.

Non è forse questo un miracolo? Far credere a un napoletano che mangia pizza da 35 anni di non averne mai mangiato una prima di allora? Non merita quest’uomo (con cui ho avuto diversi scontri quindi non ne faccio questione di simpatie), qualcosa in più di una semplice menzione tra i migliori?

Mi direte, che anche il vostro pizzaiolo del cuore non è nella posizione che merita e che ogni classifica creerà sempre un malcontento.

E allora senza dirvi cosa funziona e cosa no, senza raccontarvi di sponsor influenti, editori al soldo dei pizzaioli, ispettori corrotti etc etc, vi annuncio che la soluzione esiste già. La soluzione siamo noi clienti che ogni giorno decidiamo a chi destinare il denaro guadagnato con sudore.

Ora vi chiedo: e se a votare fossero i consumatori, come cambierebbero queste classifiche? Non è forse il popolo il giudice supremo?

Che senso ha votare la pizzeria con il miglior parcheggio?

E se poi ci ritroveremo prima in Italia La Pizza Congelata delle GDO, pazienza!

Voce di popolo, Voce di Dio!

 

Antonio Lucifero

 

 

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