Gault&Millau, Alexander Mazzia è il miglior cuoco di Francia

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L’edizione 2019 di una delle più importanti guide al mondo, premia lo chef di AM. In Lussemburgo, invece, trionfa un italiano: Roberto Fani

 

A quasi cinquant’anni dalla sua creazione la guida Gault Millau offre una visione differente. Nata in Francia nel lontano 1973 prende il nome dai suoi due creatori. La guida era nata specificatamente per i ristoranti di Parigi, ma ben presto, si è allargata a tutto il paese per poi valicare i suoi confini. I confini della Gault Millau, nel tempo, sembrano spostarsi sempre un po’ più in là. Dapprima, con un sistema di votazione da zero a venti poi, con l’adozione di una votazione in cappelli, dove il massimo, si esprime con un cinque. Successivamente, invece, definendo il concetto di “nouvelle cousine” e delineando regole ben precise, tanto, da diventare comandamenti. E sì, comandamenti che a qualcuno potrebbero far storcere il naso e sembrare rigidi ed altezzosi, invece, offrono un solco su cui seminare la propria creatività. In questo modo, la guida, si fa anche portavoce di una cucina sperimentale ma al tempo stesso estremamente in armonia e in equilibrio con il territorio e la tradizione. È su queste radici, profonde, che il premio come miglior chef dell’anno, in Francia, è stato attribuito ad un personaggio che ha fatto della creatività un suo cavallo di battaglia. Alexander Mazzia, capelli che non ne vogliono sapere di stare fermi e sguardo di chi vive quotidianamente il suo sogno, con il suo AM ristorante di Marsiglia, fa onore al suo territorio cucinando materie prime di qualità e lo fa stando a stretto contatto con i produttori e i pescatori della zona. Sperimentando, ed usando decine e decine di spezie con cui condisce tutte le sue fantasie. Il locale si trova nel quartiere di Saint Giniez, incastonato, come un piccolo gioiello tra i palazzi di una stradina. Minimalista e accogliente, quasi familiare, dati anche i suoi soli 24 posti, offre menù presentati ottimamente su ogni tipo di supporto: ceramica, legno e vetro, di ogni forma, che sostengono così, le creazioni dello chef.

Italian’s do it better diceva anni fa la celebre cantante Madonna, forse intendeva altro, ma anche in cucina non si scherza. E su questo tema voliamo da Marsiglia in Lussemburgo; più precisamente a sud della città, a Roeser. Lì troviamo una cittadina con circa 400.000 abitanti e, tra questi un Italiano arrivato qui da Terni. Siamo nel 2014 e Roberto Fani, chef con una già comprovata esperienza, si lancia all’avventura con obiettivi molto precisi, conquistare Lussemburgo senza fare prigionieri. Questa è la storia di chi fa bene, di chi fa meglio, scegliendo di andare controcorrente rispetto alle abitudini del posto. La scelta di far arrivare sulla propria tavola direttamente dall’Italia le materie prime e la maggior parte dei vini, è vincente, e a dirlo non sono solo i clienti ma anche la guida Gault Millau che lo ha insignito del premio come miglior chef del Lussemburgo 2019. È proprio vero che il locale rispecchia il carattere di chi lo vive in prima persona e lo cresce come fosse un figlio. All’entrata, due pannelli scuri, posti ai due lati, fanno da colonne all’accesso e indicano subito chi è al timone della nave: Fani Ristorante. Mentre, il carattere familiare, lo danno proprio i due coniugi, perché se in cucina c’è lo chef stellato in sala a dirigere un’orchestra di camerieri, troviamo la moglie.

 

Raffaele Marallo

 
 

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