Identità Golose 2018: in viaggio verso il fattore umano

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Dal 3 al 5 marzo la XIV edizione del congresso degli chef

 

Identità Golose 2018 compie quattordici anni e mette la sua bandierina sempre su Milano. Dopo la forza della libertà in viaggio della passata stagione, Paolo Marchi e Claudio Ceroni, ideatori della manifestazione, scelgono il fattore umano come filo d’Arianna con focus sulle le relazioni umane. Il primo congresso italiano di pasticceria e di cucina d’autore quest’anno riflette sull’uomo: non solo l’uomo-chef, ma anche l’uomo in sala, l’uomo a tavola, l’uomo che produce, l’uomo artigiano. Una galleria di tipi umani diversa dalla gallery dei social network con la possibilità di un confronto faccia-a-faccia, perché la ristorazione rimarrà un potente momento di aggregazione. Un convivio contemporaneo che guarda al futuro: autorevolezza, visione internazionale e capacità di sapersi rinnovare i punti fermi del successo di Identità Golose.

L’edizione 2018 del congresso ragiona sull’alchimia che governa buona cucina, arte dell’ospitalità e convivio e invita gli chef a fermarsi e a riflettere: a dare l’esempio Antonia Klugmann, Davide Oldani, Ana Roš, Josep Roca, Virgilio Martinez, Yannik Alleno, Gaggan Anand, Paco Torreblanca, i fratelli Alajmo, Niko Romito, Enrico Bartolini, Moreno Cedroni… e ancora il pensiero di Carlo Cracco, Massimo Bottura, Riccardo Camanini, Enrico Crippa, Matias Perdomo, Norbert Niederkofler. In programma interessanti approfondimenti tematici: dalla pasta alla pizza gourmet, dal gelato alla pasticceria, dalla cucina naturale ai cocktails, allo champagne. In trasferta al Nord la Calabria, regione ospite a Identità Golose 2018 con i migliori quattro chef della sua cucina: Caterina Caraudo, Luca Abbruzzino, Anthony Genovese e Francesco Mazzei.

Tra le novità di quest’anno l’arte della mixology. Identità di cocktail la sessione con barmen, chef e pasticceri che al banco ricercheranno il loro mix ideale. Identità Golose 2018 scommette, quindi, sulle relazioni umane: creatività e meno omologazione per combattere l’abbruttimento gastronomico e le mode passeggere. La vera rivoluzione è essere se stessi, anche a tavola.

Andrea Martina Di Lena

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