Il Convivio Troiani cambia forma per una “convivialità” a misura d’uomo

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Angelo Troiani sdoppia il menu e apre le porte del giardino d’inverno. Quasi 40 mila bottiglie nella loro matura Cantina dei vini

 

In un vicolo della Roma rinascimentale, dove la famiglia Troiani ha deciso di cristallizzare più trent’anni di cucina, Il Convivio si presenta, di nuovo. Rinnovato nelle vesti, ampliato e scorporato negli spazi, il cangiante concept a Vicolo dei Soldati 31 si è affidato, e fidato, allo sguardo attento di Leonardo Stabile, direttore creativo e amico dei tre fratelli. “Questa volta l’ha combinata grossa”, ironizza Angelo, “prima bianco, poi nero ma alla fine abbiamo scelto il grigio”, un pattern elegante, neutrale, che ripercorre le pareti delle quattro sale e veste i tavoli illuminati dall’alto con sofisticata discrezione. Come un deus ex machina, infatti, la luce entra nel volume quadrupede, valorizza gli antichi locali e regala intimità, lasciando al commensale il racconto delle quattro sale, ognuna diversa nella mise en place.

La Rimessa, dove un tempo si depositavano carri e calessi, ha dato terreno fertile alle radici del tavolo sociale da 14 sedute: la convivialità si apparecchia su un legno al naturale e l’occhio ecologista è ripreso anche nel Chiostro, il vecchio cortile con i sampietrini, oggi rivestito da un giardino sospeso. Una finta finestra incorniciata proietta dentro La Galleria, dove sono state ritrovate antiche opere d’arte, mentre La Loggia conserva il suo antico ingresso. Nell’hortus conclusus i faretti sono puntati sulla Cantina di famiglia che vanta il riconoscimento del “Best of Award of Excellence” da oltre dieci anni. Quasi 40 mila bottiglie, una carta di vini di circa 150 pagine e una selezione di etichette straordinarie sia italiane che francesi sapientemente gestita da Massimo Troiani in sinergia con Giacomo Scatolini, il sommelier.

Un sogno progettato e realizzato in quattro mesi ripreso anche nel nuovo menu: Angelo Troiani duetta ufficialmente con Daniele Lippi, head chef e fedele pupillo del maestro da nove anni. Tradizione e modernità si fondono tra le due forti personalità e, mentre Angelo è l’emblema della cucina romana d’autore, premiato per la miglior amatriciana d’Italia, Daniele, Miglior Chef Emergente 2013 e partecipante al Bocuse d’Or 2016, ne incarna il suo spirito libero. Insieme mettono in carta il loro sapere articolato tra “La cucina degli ingredienti” e “Gli ingredienti della cucina”. Un sottile gioco di parole in cui nella prima proposta ricordano che “le tradizioni nascono da quell’ingrediente” come per l’”anguilla alla brace con nervetti e aceto”, che strizza l’occhio all’Oriente, e “importiamo i prodotti migliori in giro per il mondo”, per spiegare la seconda linea, dove si sperimenta e si gioca con nuove combinazioni di sapori. Una ristorazione stellata italiana che viaggia, sceglie il mangiare sano e la contaminazione come per l’acerola, il bel frutto rosso introdotto nella “ajo e ojo gamberi rossi, limone e menta”, dei semi di chia per “chiaviale” Troiani o l’alga spirulina, elisir di lunga vita abbinato al San Pietro. Una coppia pop che scommette sui super food per una proposta healthy perchè, aggiunge Angelo, “la cucina sana è la cucina del futuro”.

Andrea Martina Di Lena

 

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