Il gelato come simbolo di pace, l’iniziativa di Officine del Sapore

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Sono nove le nazioni che hanno partecipato alla prima di Gelato World Heritage, l’evento dedicato a questa eccellenza italiana nel mondo e trasformato in veicolo di comunicazione sociale

 

Come vi abbiamo accennato anche nei giorni precedenti, in questo mese a intermittenza tra caldo e freddo, pioggia e sole, si è inserito anche il gelato. Non nella veste che conosciamo noi (rinfrescante se si ripensa ai mesi estivi), ma come simbolo di pace e unità. Il tutto si è svolto il 18 Novembre all’interno del Palazzo dei Congressi a Roma in concomitanza con l’evento Officine del Sapore. Noi curiosi come voi e attratti da questa iniziativa, siamo andati a dare un’occhiata. Ecco la nostra opinione.

Prima di tutto dobbiamo precisare che l’evento è nato quest’anno, da un’iniziativa di Funvic Europa (Club Unesco Brasile – Club Unesco WFUCA) e l’Associazione Italiana Gelatieri (S.I.G.A.), incarnate da personalità come Claudio Pica (Presidente Fiepet Roma) e Pergiorgio Tupini (Presidente Officine del Sapore). Lo scopo è essenzialmente quello di portare l’eccellenza del gelato artigianale italiano nel mondo, affinché si possa creare uno scambio interculturale e quindi diffondere cultura nel nostro territorio. Il gelato è un mezzo che ci aiuta a capire meglio quale sia in realtà il vero progetto che c’è dietro: portare serenità nel mondo.

Spiegato questo, possiamo continuare nel raccontarvi questa bella Domenica di Novembre. Essenzialmente si è trattato di una competizione tra gli Ambasciatori del gelato nel Mondo. Questi hanno ricevuto una nazione da rappresentare e con le rispettive figure istituzionali hanno concordato la scelta delle materie prime di quel determinato paese, con cui poi, si è fatto il gelato.

Le Nazioni partecipanti in questa prima edizione sono state: Albania, Cile, Colombia, Ecuador, Egitto, Giappone, Israele, Stati Uniti e Uzbekistan.

Non c’è bisogno di sottolineare che tutti i gelati assaggiati (So Wine So Food ha partecipato in qualità di giuria) erano di alta qualità e saporiti nelle loro consistenze, anche sé altri avevano degli standard più elevati. Il punteggio da dare (da uno a dieci) nella categoria Presentazione (o Aspetto), Sapore e Consistenza è stato un buon indice di comparazione.

Il primo classificato è stato il gelato a base di burro d’arachidi degli Stati Uniti, capitanata da Vincenzo Pennestrì. Al secondo posto si è classificato l’Uzbekistan grazie al gelato gusto melone invernale di Eugenio Morrone (Miglior Gelatiere d’Italia 2018). Infine al terzo posto sul podio è salito l’Egitto, con il suo gelato a base di Mango, capitanato da Mario Serani.

Per concludere va sottolineato l’aspetto dell’iniziativa dell’evento. In fin dei conti è un evento che si propone un obiettivo molto audace… chi non vorrebbe realizzare la pace nel mondo, basta citare Kant. Vanno rivalutati alcune aspetti organizzativi e specificare alcune tematiche molto importanti, come ad esempio i mezzi con cui riuscire in questa impresa e ridefinire meglio la griglia dei punteggi, aggiungendo magari altre caratteristiche come ad esempio l’Odore.

Alla fine della fiera è stata una bella esperienza e ringraziamo gli organizzatori per la partecipazione. Sperando che il prossimo anno si aggiungano più nazioni a questa iniziativa vi diamo appuntamento al prossimo Gelato per la Pace!

Dan Munteanu

 

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