Milano Golosa si apre al fusion

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Il Gastronauta Davide Paolini ha radunato 200 artigiani del gusto e quest’anno si parla di contaminazione con lo spazio Asian Taste

“Artigianalità, eco-sostenibilità e contaminazione: quest’anno Milano Golosa punta essenzialmente a questi valori, senza prescindere quello primario da sempre dell’artigianalità”, racconta il Gastronauta alias Davide Paolini, ideatore della manifestazione. Dal 12 al 14 ottobre al Palazzo del Ghiaccio di Milano, una tre giorni dove assaggiare le tipicità di 200 artigiani.

“E quest’anno ho voluto superare l’artigianalità italiana in un’ottica fusion, puntando sulla contaminazione culturale e gastronomica con Asian Taste, un intero padiglione dedicato all’Estremo Oriente e ai ristoratori che hanno portato l’offerta gastronomica asiatica italiana a un alto livello, cambiandone il paradigma di consumo e rendendola un mercato in netta crescita”.

Quindi la Milano Golosa di quest’anno sarà un vero viaggio nel gusto, un’immersione nelle tradizioni e nelle diverse culture asiatiche che sembrano così distanti dalla nostra ma che danno la possibilità di esplorare la contaminazione.

“Milano deve diventare la capitale della contaminazione culturale, anche in cucina”, afferma Davide Paolini. Ma questa edizione di Milano Golosa riflette anche sulle problematiche ambientali contemporanee: “Sono orgoglioso di dire che abbiamo raggiunto l’obiettivo di essere totalmente ecosostenibile, eliminando la plastica dai prodotti e dall’allestimento, utilizzando prodotti e riunendo produttori che hanno in comune con la manifestazione la massima attenzione all’ambiente”, racconta il Gastronauta. 

Tra i cooking show e le masterclass imperdibili ci saranno Fabio Pisani de Il Luogo di Aimo e Nadia, Masaki Inoguchi del ristorante Sakeya, Guglielmo Paolucci del ristorante orientale Gong, Federico Sisti, chef dell’Antica Osteria Il Ronchettino di Milano, Umberto Bombana del ristorante 8 1/2 Otto E Mezzo BOMBANA, l’unico tre stelle Michelin italiano fuori dai confini nazionali. Ma ancora lo chef bistellato Giuseppe Mancino, del Piccolo Principe a Viareggio, Fumiko Sakai del ristorante Bikini di Vico Equense, Ivan Milani del Al Pont de Ferr, Michele Biassoni e Michael Fernando dello stellato giapponese Iyo, Gabriele Faggionato di Carlo e Camilla in Duomo, Luca Catalfamo di Casa Ramen, Wicky Pryian del ristorante Wicky’s, Diego Rossi di Trippa, lo chef Kumalè, alias Vittorio Castellani, lo chef Kin Cheung di MU dimsum.

Sempre nell’ottica fusion, quest’anno verrà realizzata una speciale masterclass dedicata alla cerimonia del tè dal ristorante di cucina tradizionale cantonese MU dimsum. Viene inoltre presentato per la prima volta sulla piazza di Milano il vino Ao Yun: un Cabernet Sauvignon che viene coltivato sulle alte pendici dell’Himalaya, tra i 2.200 e i 2.600 metri sul livello del mare. 

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