Nastro rosa per la famiglia Lunelli

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Giulio Ferrari rosé: dopo undici anni di attesa ecco l’ultimo nato della cantina Trentina

 

Trento, in casa Lunelli si registra la nuova nascita: il Giulio Ferrari rosè. Questa la nuova etichetta della famiglia trentina che da anni produce prodotti di eccellenza nel mondo della spumantistica. Giulio Ferrari rosè 2006: un Trento DOC unico per eleganza e proposto in sole 5000 bottiglie, ciascuna custodita in un raffinato cofanetto. Questo vino è dedicato all’alta ristorazione e alle enoteche più esclusive in Italia e nel Mondo.

Dopo undici anni di affinamento si candida a diventare l’icona delle bollicine italiane rosé. Parlando di uvaggio: il Pinot Nero la fa da padrone, lo Chardonnay, invece, è presente in chirurgica minoranza, il che offre a questo rosé un carattere molto deciso. La presentazione ufficiale si è tenuta nella suggestiva cornice di Villa Margon, dove nei bicchieri il rosa gentile ha regalato emozioni passate.

Timbro rosa cristallino, altrettanto netto, vivido, complesso in bocca, monumentale nella sua categoria, il Giulio Ferrari Rosé affascina regalando un’immediata sensazione di puro e intenso piacere in cui dolci note fruttate e agrumate si fondono armonicamente con sensazioni speziate e minerali. Il quadro gustativo è di immensa finezza, coadiuvato  da una freschezza che dona al sorso un’artistica persistenza.

Inutile dire come dietro questa piccola ma grande opera d’arte ci sia un enorme studio, con la supervisione dello storico enologo Ruben Larentis: 30 anni di esperienza alle spalle ed oltre 100 milioni di bottiglie nel suo curriculum.

Per celebrare al meglio la nascita del Giulio Rosè non potevano mancare i piatti dell chef stellato di casa Ferrari: Alfio Ghezzi che ha sorpreso gli ospiti con un menù creato ad hoc. Il piatto principale è stato il Capriolo con rosalpina e pastinaca, cardine di una sequenza che vedeva in apertura alcune sfizioserie a base di funghi e uno strepitoso raviolo di gallina, burro e zafferano.

In conclusione, possiamo dire senza alcun dubbio che questo rosé può candidarsi per diventare l’icona delle bollicine italiane. Noi, dal canto nostro, non possiamo che fare i nostri migliori auguri alla famiglia Lunelli. Prosit!

 

Andrea Mariani

 

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