Pizza Romana Day, il giorno dopo. Prima edizione e nascita del Manifesto

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13 settembre 2018. Nella capitale il “rinascimento” della scrocchiarella di qualità: la Nuova Pizza Romana riassunta (e firmata) in 10 punti

 

“La pizza romana non è un errore”. Nessuna dimenticanza di lievito come per il brownie, o della farina nella preparazione della torta caprese; non c’entra neanche la distrazione che ha lanciato la moda del Negroni Sbagliato, oppure la panatura bruciacchiata della cotoletta alla napoletana lasciata sul fuoco. Nessun difetto di fabbrica: qui, invece, si parla di stile, e lo stile è romano. Se il cibo è, oggi, una religione, si deve pretendere una sua libertà di culto. Anche a tavola, infatti, bisogna spogliarsi di ogni pregiudizio e archetipo da pizza e mandolino.

“Anno 2018. Nella Capitale si sta alzando un vento di rivoluzione, un nuovo movimento gastronomico nasce all’orizzonte. Si origina da una tradizione spesso maltrattata e trae vigore dalla passione di un sempre più nutrito gruppo di malinconici. Gli amanti della pizza sottile e croccante: la cosiddetta pizza romana. Esiste, ha molti estimatori, è amata dagli abitanti della città eterna e non solo, e per questo merita il nostro rispetto e tutta la nostra attenzione”.

Pizza Romana Day nasce da un cinguettio sui social che Lorenza Fumelli, Direttore di Agrodolce, ha lanciato come “un sasso in un mare di pizze”. Un hashtag che fa sintesi, senza bandire il mattarello e il cornicione appena accennato, “restituendo dignità a uno stile troppo spesso considerato marginale, inferiore, a volte addirittura inesistente”. A raccontare il “rinascimento” della Nuova Pizza (e Pizzeria) Romana, il suo Manifesto, articolato in dieci punti, e sottoscritto in diretta dai pizzaioli della capitale. La conferenza è stata ospitata da Osteria Di Birra Del Borgo, tra le pizzerie aderenti al progetto, che, per l’occasione, ha pensato a una birra con personalità e identità nello stile: nasce LISA, la nuova Lager tutta italiana, birra protagonista del Pizza Romana Day. Non è una sfida tra partenopei e romani: “i firmatari del Manifesto vogliono promuovere la Nuova Pizza Romana come espressione di qualità, territorialità, creatività, eccellenza”. A incarnare gli stili di pizza più amati, ovvero degustazione, romana e napoletana, l’eccellenza dei loro rappresentanti: Davide Fiorentini (O’ Fiore Mio), Giancarlo Casa (La Gatta Mangiona) ed Enzo Coccia (La Notizia). Presenti all’incontro per addetti ai lavori, organizzato da Agrodolce in collaborazione con GreenStyle e Repubblica Sapori, i tre esponenti della pizza hanno restituito decoro allo stile romano, in difesa della scrocchiarella, tra un amarcord da campanella della ricreazione e da pizza rossa del forno sotto casa.

Storia, Descrizione, Impasto, Condimenti, Spianatura, Cottura, Cornicione, Aspetto finale, Competenza, Fattore Umano. Un decalogo da manuale con la missione di celebrare il Pizza Romana Day, la prima giornata nazionale dedicata alla pizza romana che ha coinvolto 20 locali della capitale. Tonda senza cornicione, condita fino al bordo, gustosa, leggera, sottile e croccante; Margherita, Napoli, Capricciosa, Funghi, Fiori, Calzone romano, le classiche sempre in carta. La pizza romana esiste ed è pure democratica: “poi, ognuno mangia la pizza che ama”, chiude Giancarlo Casa.

 

Andrea Martina Di Lena

 

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