RewineD: gli scarti della cantina hanno una seconda chance

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No agli sprechi, sì al bello e al funzionale: la sfida di Sara Vezza

A Monforte d’Alba bottiglie di vetro, tappi, vecchie botti e scatole di cartone riprendono vita trasformandosi in oggetti di disegn sistemico. Sara Vezza, la barolista della cantina Josetta Saffirio, ha dato il via alla borsa di studio dedicata agli studenti dell’Istituto Europeo di Design di Torino, in collaborazione con Italia Bellissima, un network di architetti e artigiani del Made in Italy.

RewineD, fuori dall’acronimo Recycled Wine Design, è il progetto di 9 studenti dello IED la cui sfida è quella di creare un oggetto bello e funzionale a partire dagli scarti della cantina. A giudicare i progetti e a comporre la giuria erano: Violante Giardini, l’architetto e giornalista Giovanna Crespi, l’architetto Maria Grazia Novo, tutti personaggi di spicco nel mondo dell’architettura e della sostenibilità.

Dopo aver scelto la strada del sostenibile dal 2004, Sara Vezza ha dato libero sfogo a un sogno che le sta molto a cuore: far rivivere anche gli scarti della cantina e della produzione, perché “dal momento in cui cambi prospettiva trovi la soluzione al problema. Parlare di oggetti di scarto non ha più senso, perché tutto si può trasformare in qualcos’altro e vivere una seconda vita”. Così le bottiglie diventano lampade, i tappi si trasformano in timbri e il nylon estensibile rinasce come paralume, oggetti di design si, ma anche di uso quotidiano.

La sfida lanciata dalla tenace barolista è volta a sottolineare quanto siano pochi ma preziosi gli avanzi: “L’idea di riciclarli e di non buttarli comunica al consumatore un’attenzione verso i piccoli dettagli”. Sara ha sempre vissuto il suo mestiere ad ampio spettro: non solo da produttrice, ma anche quello di vigneronne attenta all’ambiente e al territorio.

Gli studenti dello IED sono stati seguiti dal docente Giorgio Ceste e coordinati da Simone Peditto, la cui mission è quella di unire tre concetti concreti: artigianalità, sostenibilità ambientale e sperimentazione. Durante le fasi del progetto gli studenti si sono sporcati le mani avvicinandosi così al materiale e alla realtà vitivinicola.

Il 4 maggio è stato decretato il vincitore, anzi le vincitrici. Vittoria in rosa, dunque, a essere premiato è stato l’oggetto di design più bello e funzionale creato da due studentesse: Eos, la lampada forgiata dal riciclo delle doghe delle botti di invecchiamento del Barolo, creata da Giulia Catalani e Anna Bellezza. La premiazione è avvenuta in cantina, erano presenti anche il sindaco di Monforte Livio Genesio e la giornalista Maria Bianucci. Premi a parte, quello che sta a cuore alla Vezza è il fatto di “aver messo in moto un processo che ha coinvolto importanti interlocutori” dando impulso a significative risposte nel mondo della sostenibilità e del riutilizzo degli scarti.

Valentina Forte

 

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