Roma ExpoSalus and Nutrition: occhi puntati sul benessere e la qualità della vita

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Dall’8 all’11 novembre alla Fiera di Roma, si è tenuta una delle manifestazioni più attese sul tema della salute e dell’alimentazione: 188 relatori, 45 opinion leader e le cooking class di molti chef, anche stellati

 

Alla Fiera di Roma si è appena conclusa ExpoSalus and Nutrition, la manifestazione dedicata alla nutrizione alle buone abitudini alimentari. Sono stati quattro giorni ricchi di incontri, tavole rotonde, cooking class, spazi dimostrativi e interattivi il cui scopo è stato quello di sensibilizzare i cittadini  ed ‘educarli’ alla ricerca del benessere. Con ben 188 relatori, 45 opinion leader, 3 board scientifici, 22 enti di ricerca e società scientifiche e 10 associazioni, ExpoSalus ha presentato le numerose innovazioni in campo medico e nel benessere, destinati a migliorare le abitudini alimentari. Si tratta di un vero e proprio viaggio attraverso quattro prospettive: scienza, età, futuro e nuove pratiche. La nutrizione è il fattore comune alla base di ogni processo di prevenzione e cura della persona. Fra i tanti incontri, quelli che hanno suscitato maggior interesse nei visitatori sono stati sicuramente le cooking class con diversi chef provenienti da tutta Italia che hanno raccontato, e cucinato, i propri piatti evidenziando come la qualità delle materie prime, la tradizione e la sapienza siano degli elementi imprescindibili per ottenere un prodotto sano e quindi di qualità.

Durante la Masterclass della salute che si è svolta sabato 10 Novembre, si sono alternati diversi chef. Si è partiti con Gino Sorbillo, che si definisce pizza-chef, e non a caso la sua cooking class si è basata sulla pizza come patrimonio immateriale dell’umanità. Mettendo letteralmente le mani in pasta, il cuoco (napoletano doc) ha raccontato in breve alcuni segreti sulla vera pizza napoletana. Secondo Sorbillo, uno dei prodotti più importanti della nostra Penisola, rappresenta un vero e proprio linguaggio universale. “La pizza è ritrovarsi, consigliarsi e confrontarsi” ha detto, precisando che non si tratta di un semplice impasto, ma si tratta di un vero e proprio modo di comunicare. I maestri pizzaioli devono dialogare fra loro, scambiarsi idee ed opinioni dando vita a una vera e propria “condivisione del sapere”. Rimanendo nel campo dei lievitati, il baker e pizza Salvatore Lo Porto ha introdotto i presenti nel mondo dello Street Food di alta qualità con l’antica focaccia al formaggio e la fainâ de çeixai. Si tratta di due preparazioni popolari presenti in molte regioni italiane, ognuna con delle precise peculiarità ma che hanno in comune l’utilizzo di prodotti semplici: farina di grano per la focaccia e farina di ceci per la farinata. E’ proprio la qualità di questi ingredienti che fanno la differenza ed è per questo che lo “street food” non è “fast food”.

Una cooking class dal sapore dolce, invece, è stata quella del Pastry Chef Guido Castagna che ha presentato il Cacao ecosostenibile e il cioccolato preparato con il metodo naturale. “From beans to bar”, ossia dalla fava al bancone, ed è fra questi due poli opposti che avviene il processo produttivo che porta alla realizzazione del cioccolato. Ovviamente è importante il “valore  della materia prima”, ha ribadito Castagna, secondo il quale la produzione si deve basare su tre fattori: etica, qualità e approccio sistemico.

Come si ottiene un buon cioccolato? Il segreto è il tempo. Lui, ad esempio, lascia il cioccolato a maturare per sei mesi. In questo modo si sprigionano tutti gli aromi del cacao e la parte acidula riesce a svanire del tutto. Mentre parlava  l’attenzione di tutti era focalizzata però sul movimento così fluido e dinamico della mano che con la spatola modellava del cioccolato fuso per realizzare i famosi giuinott ovvero i gianduiotti. Re dei cioccolatini piemontesi il gianduiotto è fatto con cacao, nocciole e zucchero di canna. Semplicità e qualità delle materie prime: un’accoppiata sempre vincente. Infine è arrivata l’unica donna della giornata, la chef Cristina Bowerman. Unica stella Michelin donna a Roma, la Bowerman ha raccontato al pubblico un piatto assai sottovalutato ma fortemente primordiale: il brodo. Durante la dimostrazione, la chef ha usato la pentola Yunnan (di origine asiatica) per eseguire una cottura al vapore delle carni, spiegando che con questa tecnica è possibile estrapolare tutti i valori nutritivi delle carni e in seguito con la chiarificazione si eliminano tutti i grassi. L’unica nota dolente è che questo metodo richiede dalle 7 alle 9 ore di cottura. Inoltre ha sottolineato come sia importante avvicinare i giovani ai prodotti della tradizione che negli anni si sono persi. Il segreto? Preparare piatti popolari rivisitati in chiave moderna. Alla fine si può dire che Expo Salus è stata una manifestazione fondata sulle conoscenze, le buone pratiche alimentari e i modelli di comportamento che devono essere condivisi e divulgati in tutta la società.

Francesca Tantillo

 

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