Romeo Terroirs inizia dalle Marche

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Al ristorante e concept store Romeo Chef&Baker di Cristina Bowerman parte un nuovo progetto che unirà la buona cucina con vini di molteplici terroirs del Belpaese

 

Questa volta Romeo Chef&Baker ha ospitato il giovane consorzio di vini sostenibili Terroir Marche. Alessandro Bonci, il Presidente del Consorzio, ha fatto una breve presentazione durante l’aperitivo. “Il desiderio di unirci sotto la denominazione “Terroir Marche” è stato dettato dall’esigenza, condivisa dai soci, di promuovere e di valorizzare la vitivinicoltura biologica e biodinamica marchigiana, portando alla luce l’eccellenza artigianale del territorio. Il Consorzio si pone come difensore dell’ambiente, portando avanti un’agricoltura cosmopolita con una nuova visione dell’ambiente e dei rapporti sociali”. I vini in degustazione sono emblematici di quanto detto: ciascuno con una forte identità, tutti espressione dei terroirs delle Marche. Il principe indiscusso, ça va sans dire, è il Verdicchio. Deciso e salino al naso il Classico Superiore DOC Origini 2016 di Fattoria Nannì, più morbido e femminile il Verdicchio di Matelica DOC Gegè di Cavalieri. Assolutamente affascinante il metodo classico Verdicchio di Castelli di Jesi DOC Spumante Extrabrut di Broccanera: il finissimo perlage, le note di crosta di pane e di erbe aromatiche e l’eleganza gustativa rispecchiano 60 mesi di permanenza sui lieviti, nonché la naturale predisposizione del Verdicchio per la spumantizzazione. Ma anche il vitigno “minore”, la Passerina, qua si fa grande nelle mani abili dei vignaioli di La Valle del Sole e mostra il suo fascino che pochi conoscono. Seguono i rossi da Sangiovese e da Montepulciano, sostenuti dalle strepitose polpettine di bollito sotto salsa verde della padrona di casa, Cristina Bowerman.

La cena prosegue in un clima rilassante e godurioso che solo il connubio di buon cibo e buon vino sa garantire. Ogni piatto è proposto con due vini in abbinamento, un bell’esercizio per il palato dei commensali. Per fortuna, la Tartare di manzo con alici, capperi e la salsa d’arancia è servita con il solo “Numero Uno 2014 Col Fondo”, spumante metodo classico Dosaggio Zero di La Marca di San Michele, perché nessun altro vino avrebbe retto il confronto. Una vera sorpresa questo Verdicchio spumantizzato dalla forte personalità: torbido alla vista in quanto non sboccato, sprigiona note di pasticceria, di frutta secca e di agrumi, al palato dona un vortice di sapidità in un finissimo perlage. Il Pecorino Onirocep Falerio DOC di Pantaleone e il Pecorino Donna Orgilla Offida DOCG di Fiorano, entrambi 2017, accompagnano i Tubettini con cozze, vongole e scorza di limone, reggendo abilmente anche la piccantezza del piatto. Un bel gioco di preferenze gustative ci viene proposto dall’abbinamento a seguire: Risotto alla mugnaia con burro di nocciola, capperi, limone e sogliola, servito con il Verdicchio Riserva DOCG Castelli di Jesi San Paolo 2015 di Pievalta e il Verdicchio Classico Sup. DOC Vigneto di Tobia 2017 di Col di Corte. Solare, fruttato, fresco e morbido il primo, austero, vibrante, minerale e di buona struttura che promette grande longevità il secondo. A questo punto passiamo ai rossi con la Coda alla vaccinara. Piceno Superiore DOP Koné 2015 di Vigneti Vallorani è un vino strutturato e potente con aromatica di cacao e vaniglia in primo piano e tannini morbidi al sorso. Il noto Dorico 2015 Conero DOCG Riserva di Moroder è ampio, spazia dalla frutta sotto spirito alle spezie dolci e tabacco, intenso e persistente. Due abbinamenti, due sensazioni diverse. Finiamo con un Montblanc, splendida conclusione della cena firmata Cristina Bowerman, stella Michelin.

 

Neonila Siles

 

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