Sta per arrivare C’è Fermento, l’evento dedicato alla birra artigianale per scoprire la grande ricerca che c’è in un boccale

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Tre giorni dedicati alla vera qualità della birra. Quando e dove? Dal primo al tre luglio a Saluzzo, in provincia di Cuneo

C’è Fermento. Sì e tanto anche. Le birre artigianali italiane vantano una grande rivincita di qualità sulle birre industriali. C’è Fermento è pronto ad accogliere amatori della birra artigianale all’evento che oggi è arrivato alla sua settima edizione. Nell’intervista rilasciataci, Guido Palazzo, suo organizzatore, ci rivela subito che l’evento nasce dall’intuizione di un gruppo di persone interne alla Fondazione Amleto Bertoni e alla condotta locale Slow Food sulla valorizzazione dei micro birrifici. Ad accendere l’interesse della città di Saluzzo verso la birra artigianale è stato un progetto avviato diversi anni fa da Pausa Caffè, birrificio artigianale all’interno del carcere. Da qui parte l’idea di valorizzare un settore che aveva tutte le caratteristiche per diventare un settore in… fermento!

La scelta delle birre artigianali è nata dall’esigenza di quanti in essa ne assaporano tutto il valore di un territorio, ragione per cui C’è Fermento darà voce solo a birre italiane, ci dice infatti: “abbiamo un numero limitato di espositori, (24), che arrivano da diverse regioni italiane, in prevalenza piemontese, son tutti produttori che hanno delle caratteristiche identificabili nel rispetto dei parametri dettati da Slow Food”. Tra gli altri propositi che si pone C’è Fermento, c’è quello di comunicare ai più giovani l’essenza stessa della birra, ovvero il suo lato culturale e non “sballoso”. In che modo –gli chiediamo- verrà fatto? Dal tono della sua risposta è evidente quanto lui stesso ci creda: “avvicinando il pubblico in modo informale alla scoperta dei valori che stanno dietro e dentro una birra artigianale, questa è la strada giusta da seguire per comunicare la birra come prodotto umano” e pertanto da rispettare e custodire e non più infangare con una profana ubriacatura; continua Guido: “è chiaro che la pubblicità di birre industriali avrà molto più appeal rispetto a tutto il lavoro che facciamo, però fare cultura sulla birra è la via giusta. Un processo più lungo ma che darà i suoi frutti”, in tutti i sensi. Ci spiega poi di come le degustazioni tanto fanno per i più giovani perché, soprattutto, pongono loro davanti ad una realtà che è prima di tutto una esperienza che possono trovare esilarante e nuova in questo campo.

“La gente inizia ad avere coscienza della qualità artigianale”

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Ora mettiamo che non abbiamo convinto proprio tutti a venire a C’è Fermento, chiediamo a Guido di darci tre motivi per non mancare a questa edizione. Vai Guido:

1 C’è Fermento è la selezione migliore che un appassionato di birra possa poter provare, le birre saranno tantissime come tantissime le attività;

2 abbiamo abbinato all’evento un festival musicale folk;

3 il posto dove si svolge l’evento ha infinite possibilità artistiche e culturali che possono essere una bella scusa per trascorrere un felice weekend!

E noi aggiungiamo, su suggerimento di Guido, che il 2 luglio ci sarà la presentazione nazionale della guida alle birre d’Italia di Slow Food!

Ok Guido, ora basta fare i seri, giochiamo.

L’ultima birra che hai bevuto?

Una italiana del posto (ma sarà pubblicità? Stai tranquillo Guido, non ne scriviamo il nome).

L’ultima volta che hai bevuto birra?

Ieri sera (grande Guido!).

 Il colore di birra che preferisci?

Scura.

Se bevi vino, ti senti di tradire la birra?

Assolutamente no.

I tuoi vini preferiti?

Sono quelli francesi (Guidooooo!!!! Se ti sentono i piemontesi!).

 Il tuo peccato di gola inconfessabile?

Assolutamente non ne ho idea (beato te!).

La birra che ti è rimasta impressa?

Un’americana artigianale (aridaje Guido!).

La birra che ti è rimasta sullo stomaco?

Tutte quelle industriali.

Tre mosse per capire che stiamo bevendo una buona birra artigianale:

affidarsi alla valutazione della degustazione (se una birra è troppo limpida o luminescente potrebbe essere una birra filtrata o pastorizzata e quindi perdere uno dei criteri della lavorazione artigianale).

La birra che suggerisci a noi di So Wine So Food:

vi consiglio di provare birre facili che sono le più difficili da realizzare (Grazie Guido!)

Sei felice Guido?

Sì.

Ed è con questa sua felicità che ci trasmette tutta, che vi diamo appuntamento a C’è Fermento i giorni 1,2,3 luglio!

Fuori onda: “ in questo gioco simpatico mi sono lasciato andare!” e noi ci siamo davvero divertiti! Cin Guido!

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