Ventisei anni di Merano Wine Festival

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Parola a Helmut Koecher, il cacciatore di vini, ideatore e organizzatore di una delle manifestazioni sul vino più seguite d’Europa

 

Nel 1992, esattamente ventisei anni fa, è nata da un’idea di un gruppo di semplici appassionati, una delle manifestazioni enogastronomiche più importanti d’Europa: il Merano Wine Festival. Il fondatore Helmut Koecher ricorda nelle sue parole Steve Jobs, il genio del marchio Apple. L’amore per il vino e la voglia di creare qualcosa di nuovo, qualcosa che ancora non esisteva, ha portato Helmut a rincorrere il proprio sogno: far nascere una manifestazione sul vino elitaria nella sua città natìa, Merano.

Dopo aver assaggiato vini in giro per l’Europa, soprattutto in Francia e a Bordeaux, Koecher ha deciso di dare vita ad una manifestazione che facesse incontrare i vari produttori per parlare dei loro vini. L’organizzazione nel ’92, spiega, Helmut non fu per nulla semplice: “Avemmo un grande successo, anche se i mezzi di comunicazione non erano quelli di oggi. Non c’erano cellulari, né Internet ma solo fax, testate giornalistiche e telefono, per cui la comunicazione era più lenta”.

Un passaggio molto importante che Helmut ha voluto sottolineare è che l’inizio del Merano Wine Festival ha aperto le porte alla conoscenza dei vini dell’Alto Adige, all’epoca non molto conosciuti. “Ho creduto in questo evento, ho investito soldi, tempo e fatica. Finché credi in quel che fai prima o poi arriva il successo. Noi non siamo come il Vinitaly, Non vendiamo spazi, selezioniamo semplicemente i vini che possono partecipare alla manifestazione. E’ un lavoro che dura tutto un anno ed è stancante, credetemi. Un impegno”.

Sempre il cacciatore di vini, ci spiega quanto è importante la manifestazione: “Il Merano Wine Festival è unico in Europa nel suo genere. Pensiamo solo ai calici: nel 1992 i calici non esistevano, li abbiamo introdotti noi. Oggi è normale, a quel tempo no. Ci riteniamo precursori: dell’utilizzo di Internet ad esempio, ma anche di tutte le altre manifestazioni in Europa”.

Il compito che Koecher si è dato è quello di donare riconoscibilità al marchio della Merano Wine Festival: “L’Italia deve diventare un posto di Identità. Mi trovavo in riunione con il mio staff. I miei collaboratori mi dissero che ero un wine hunter, un cacciatore di vini, e mi piacque moltissimo questa definizione. Così, insieme a loro, decisi che questo doveva essere il nuovo marchio, una selezione minuziosa di produttori piccoli”.

Concludiamo questa piacevole conversazione con Helmut Kocher ringraziandolo di cuore ascoltando le sue ultime parole: “Nel Merano Wine Festival non metto solo la passione per il vino. Metto il mio cuore”.

 

Andrea Mariani

 

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