Il Paradiso di Lucifero, Classifica 2018 – 50 Top Pizza

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Le mie riflessioni a un anno dalla sua nascita…

Dopo il debutto di 50 Top Pizza nel 2017, ci ritroviamo già catapultati nella sua seconda edizione e mi sento di esprimere una serie di giudizi, chiamato in causa anche dalle mie radici, le stesse del lievitato che tutto il mondo ci invidia.

Ritenevo innanzitutto che questa neonata Guida cercasse l’affermazione mediatica accontentando i pizzaiuoli più in vista, i più celebri per storia e prodotto.

Da malpensante quale sono ragionai:

“Quale miglior mezzo avrebbe potuto diffondere e dare autorità a questo concorso se non i pizzaiuoli stessi?

Attraverso la loro accettazione, il loro beneplacito e la loro soddisfazione l’avrebbero veicolata per tutto il mondo”

I vari Pepe, Sorbillo, Coccia, passando per le nuove leve da Ciro Oliva ai fenomeni fuori Campania come Padoan e Bosco.

Pareva un Hall of Fame, una classifica di popolarità nazionale.

Nomi e personaggi globalmente riconosciuti.

Una lista che avrebbe potuto compilare perfino mia nonna che non è né attenta ai social né attenta al food.

La stessa sorella maggiore e oramai riconosciuta globalmente The World’s 50 Best Restaurants award fu ragionata in questi termini.

Nei suoi primi anni di vita venivano sistematicamente nominati gli chef più celebri tenendo conto anche della posizione geografica per avere la maggior diffusione mediatica possibile.

A distanza di 16 anni dalla sua prima uscita, oggi leggiamo una lista che ha più bisogno della celebrità dei nominati per essere diffusa, essendo essa stessa divenuta “La celebrità”, e che non deve accontentare la storia: finalmente una classifica aderente al 90% alla realtà delle cose.

Bene, dove voglio arrivare?

La seconda edizione di 50 Top Pizza, a mio parere, dà il primo segnale che l’andazzo sarà proprio questo: lentamente, inesorabilmente e costantemente, accompagnare una posizione alla volta il passato fuori dalla classifica e premiare il presente.

Esempi?

Gino Sorbillo star globale della pizza l’anno scorso 2° quest’anno lo ritroviamo 6°, per non turbarlo del tutto e mantenerlo dentro verrà contentato con Lievito Madre al Duomo di Totò Sorbillo e Gino Sorbillo (non più solo Gino) dalla 38° alla 12°.

Pizzeria da Michele, la pizza napoletana nel mondo passa dalla 11° alla 19° posizione.

Essendo sia Gino Sorbillo che la stessa pizzeria da Michele composte da artigiani che da anni servono lo stesso prodotto e danno lo stesso servizio vi chiedo: 

Possibile che siano peggiorati?

Possibile che sia cambiato qualcosa?

Se sì, bisognerebbe spiegare al lettore per quale aspetto, ragione o motivo.

Da 30 anni mangio la stessa pizza nella stessa modalità da Michele quindi, personalmente, non credo. Sono invece certo che il prossimo anno perderà qualche altra posizione, lentamente, inesorabilmente e verrà accompagnato all’uscita.

Un pezzo alla volta cederà un po’ di notorietà alla lista fino a che questa, avendola assorbita tutta, non avrà bisogno più di loro.

Se la valutazione tiene conto di location, servizio e carta dei vini mi spiegate voi come può una pizzeria (oltre all’impossibilità di intervenire strutturalmente), che da più di 100 anni fa il proprio lavoro con successo, adeguarsi alla moderna concezione di pizzeria 2.0? 

Per coerenza avrebbe dovuto mantenere la stessa posizione, o comunque avere lo stesso piazzamento, ad oggi è 19°, anche nella precedente classifica. 

La mia soluzione sarebbe quella di escludere queste pizzerie storiche dalla gara e nominarle in una categoria a parte, una Hall of Fame delle migliori pizzerie di sempre, una lista rispettosa che tenga conto dei loro successi attraverso i decenni, senza alcuna posizione che ne mortifichi la storia.

Nuove leve sicuramente meritevoli intraprendono il percorso inverso andando verso la posizione che più compete alle loro indiscusse qualità.

Casa Vitiello dal 31° al 14°

Dieci di Vitagliano dal 43° al 25° 

Carlo Sammarco dal 45° al 31° 

Le Parulè da 39 ° a 36 °.

Questi movimenti in classifica confermano il mio pensiero: liberarsi dal vecchio assorbendone popolarità e negli anni autorità, per dare spazio al nuovo fino ad arrivare a una classifica che viva a prescindere da chi sia nominato.

IL PODIO 

Il salto che più mi stupisce è senz’altro quello di 50 Kalò di Ciro Salvo passato dal 9° al 3°.

Vi sono stato nel mese di novembre e se il metro di valutazione fosse basato esclusivamente su location, servizio e carta dei vini allora non potrei non condividere il risultato, ma dato che comunque la classifica premia pizzerie e non “società di servizi”, considerando la mia esperienza personale (ho mangiato pizze di non buona fattura), mi sarei aspettato perdesse un bel po’ di posizioni, attesa confermatami dalle esperienze di tante persone con cui dialogo sul mio blog.

Francesco Martucci dei Masanielli è il campione della gente, quello che tutti gli amanti di Davide contro Golia avrebbero voluto vedere trionfare.

Un uomo passionale, sincero, spesso controverso, uno che non si impegna a voler per forza di cose piacere, uno che non fa calcoli, che attraverso il duro lavoro, in cui impasta 1000 pizze al giorno per 300 giorni l’anno, ha reso l’alta cucina prodotto fruibile a tutti.

In un sondaggio condotto ieri dal mio profilo instagram, nel quale ho messo l’ho messo ai voti con Franco Pepe, Martucci ha raccolto il 62% delle preferenze, per un totale di 962 votanti.

Per quanto mi riguarda è lui il vincitore morale della 50Toppizza

Si riconferma primo in classifica Franco Pepe.

Colui che ha cambiato il mondo pizza per sempre, un visionario capace di credere che in un piccolo borgo fuori dalle rotte turistiche avrebbe potuto accogliere una clientela internazionale per oltre l’80%.

Sinonimo di affidabilità e costanza, location straordinaria, servizio di sala eccellente, un prodotto costantemente al top che lo incarna, probabilmente ancora oggi, come il miglior ambasciatore assoluto nel mondo per il movimento pizza.

Diplomatico, colto, maturo, mai sopra le righe, rappresenta quello che è Massimo Bottura per il 50 Best Restaurants 2018, un esempio per tutti i giovani pizzaioli del mondo.

 

Classifica #50toppizza 

50 La Divina Pizza

49 Framento

48 Fresco Caracciolo

47 Marghe

46 Enosteria Lipen

45 Masanielli Sasa Martucci

44 Mamma Rosa  

43 Mistral

42 Percorsi di Gusto

41 La Braciera

40 Perbacco

39 Da Zero Milano

38 Lievito 72 Trani

37 Fandango Racconti di grani

36 Pizzeria Le Parulé

35 Pizzeria Apogeo

34 O Scugnizzo 

33 Carmenella

32 La Sorgente

31 Carlo Sammarco 2.0

30 In Fucina

29 Seu Pizza Illuminati

28 Piccola Piedigrotta

27 Le Follie di Romualdo Firenze

26 Grigoris

25 Diego Vitagliano

24 Santarpia

23 Masardona  

22 Tonda

21 Berberé

20 Saporé

19 L’Antica Pizzeria da Michele 

18 Patrick Ricci – Terra, Grani, Esplorazioni

17 Da Attilio

16 Sforno

15 Dry

14 Casa Vitiello

13 O fiore mio

12 Lievito Madre al Duomo

11 Concettina ai Tre Santi

10 Starita a Materdei

9 Francesco e Salvatore Salvo

8 La Notizia 53

7 La Gatta Mangiona – Giancarlo Casa

6 Gino Sorbillo – Ai tribunali 

5 Enzo Coccia – La notizia 94

4 I Tigli – Simone Padoan

3 Ciro Salvo – 50 Kalò

2 Francesco Martucci – I Masanielli 

1 Franco Pepe

 

Antonio Lucifero

 

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