Marco Sacco, dal windsurf alla cucina di lago

Festival del Prosciutto di Parma a Langhirano dal 6 all’8 settembre
30/08/2019
Gli spumanti sottomarini del lago d’Iseo e d’Aviolo
02/09/2019

Lo chef patron del ristorante Piccolo Lago, vicino a Verbania, racconta la sua passione per il mondo d’acqua dolce

L’acqua è uno dei quattro elementi naturali. Non solo fa parte di noi, ma ha la capacità di regalarci emozioni e sensazioni difficili da trovare. Per Marco Sacco, 2 stelle Michelin al ristorante Piccolo Lago a Verbania, quello con le acque dolci è un amore coltivato fin da bambino, quando trascorreva interi pomeriggi sulle tranquille rive del lago di Mergozzo.

“All’inizio il mio rapporto con quest’elemento era solo in superficie”, ci spiega mentre la sua mente naviga nel passato. “Il wind surf è stato il mio primo approccio con l’acqua. Sono poi tornato a esplorare l’ambiente culinario: così mi si è aperta una nuova strada. Ho scoperto un bellissimo mondo sott’acqua: così ho cominciato a fare ricerche sul pesce d’acqua dolce. Volevo pensare alle tante ricette che si potevano fare, cercando di reinterpretare quelle già esistenti”. Questa passione per il pesce di lago l’ha reso uno dei maggiori esperti nel settore. Quando gli chiediamo che cosa prova a lavorare a stretto contatto con l’acqua, anzi sull’acqua, capiamo subito che in lui si è creato un sentimento innato, naturale, vero.

Per questo ha creato l’Associazione Gente di Lago e di Fiume: la mission è fare ricerca continua e coinvolgere quanti più professionisti del campo. Racconta, però, le difficoltà che chi, come lui, può riscontrare nel preparare piatti di lago. “Mi sono accorto che, rispetto a quello di mare, il pesce di lago è difficile sia da trovare che da cucinare. Non ha iodio: per questo ha bisogno di maggiore attenzione durante la cottura”. Nei suoi piatti il lago è protagonista. “Uno si chiama Lingotto del Mergozzo: si parte da una marmorata di lago marinata e poi affumicata. Un altro è l’Anguilla con doppia cottura, alla griglia e poi finita lentamente sul fuoco.”

Volge il suo sguardo al ristorante e alla bellezza del posto. “Abbiamo rimodellato questi spazi affiché il visitatore veda e senta la stessa cucina. Non nascondiamo niente. C’è un giardino dove affacciarsi sulle acque e una barchetta gourmet: salpati dal pontile si può fare un pic-nic sul lago che diventa parte del ristorante e viceversa”.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *