Sergio Herman, l’ossessione della perfezione

Piacere Chiara Maci, la pioniera!
02/05/2019
Shiroya: il piccolo Giappone di Sabrina Bai
02/05/2019

Magnetico, affascinante ma allo stesso tempo intimo ed essenziale: lo chef olandese è un fiume in piena di genialità. I suoi numerosi concept culinari ne sono dimostrazione

Perfetto. O meglio, talmente ossessionato dalla perfezione da portare Willemiek Kluijfhout, regista olandese, a renderlo protagonista di un film. Sergio Herman: Fucking Perfect. Pellicola che racconta l’iperattività, culinaria e non, dello chef. Non ci sono impasse nel suo pensiero. E anche le sue mani si muovono con sapienza e abilità. Tutto ha un senso.

Perfino chiudere il tristellato ristorante di famiglia, l’Oud Sluis, all’apice del successo. Un fallimento? Neanche per idea. Un moto perpetuo di archetipi in costante evoluzione verso l’innovazione. Essere attuale e migliorarsi sempre: questo è l’intento dello chef olandese perché “le lezioni che impari lungo il cammino ti formano e ti migliorano non solo come professionista, ma anche come individuo”.

Tutto meraviglioso. Ma una cucina stellata richiede fatica e sacrificio e chissà quanto costa nella vita. Professionale e soprattutto privata. “Questa è la parte difficile – spiega Herman – l’equilibrio più difficile di tutto”. Gli anni passano in fretta e se da giovane è normale dedicarsi alla carriera, la “redenzione” arriva con l’età: “Ti innamori, vuoi avere una famiglia ma poi devi dividerti in due. So che è più difficile per il partner che per lo chef stesso, quindi sono molto grato di avere mia moglie Ellemieke al mio fianco. Lei è la roccia della famiglia e quando il lavoro è finito, c’è un posto caldo in cui tornare”.

Chef e imprenditore frenetico che fa dei suoi piatti e i loro contrasti, i protagonisti assoluti di ogni suo locale, Herman gioca sulle consistenze e sui sapori della materia prima capaci di corteggiarsi in un turbinio di sensazioni dove il gusto è il sovrano assoluto. Suggestivi anche i luoghi dove chef Herman decide di dar libero sfogo al suo estro: The Jane ad Anversa che sorge sulle ceneri di una cappella sconsacrata di un vecchio ospedale militare. Il Pure C sulle rive del Mare del Nord a Cadzand, l’indirizzo del gusto per eccellenza dopo la chiusura dell’Oud Sluis.

Ma non è finita qua, perché Sergio Herman non si smentisce e continua a cucinare pensando a nuovi progetti: “Da alcuni anni sto ristrutturando la mia organizzazione secondo le mie aspirazioni. Sto lavorando su alcuni concetti di cibo diversi con ambizioni internazionali”.

Foto by Pieter D’Hoop



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *