Alessandro Salvatore Rapisarda non riesce a ripetersi

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Dopo aver vinto l’edizione del 2016, lo chef marchigiano non ha avuto la fortuna di bissare. Ma i suoi progetti futuri sono davvero interessanti…

 

Un curriculum pieno d’esperienze, una passione sfrenata per la cucina e il forte legame con la sua terra sono i tratti distintivi di chef Alessandro Salvatore Rapisarda. Tutto questo lo ha portato alla vittoria nel 2016 della finale italiana della S. Pellegrino Young Chef. Successo che non è riuscito  bissare anche in questa edizione: poco male, si lascerà consolare dai suoi progetti futuri…

Cosa ha significato per lei vincere il contest San Pellegrino Young Chef nel 2016?

“Per me è stata una gioia immensa e la coronazione di tutto il lavoro fatto finora. Chiaramente mi ha dato una grande visibilità: da lì in poi si sono aperte molte porte e il lavoro è aumentato tantissimo. Sta andando tutto bene”.

Come è nata la sua passione per la cucina?

“Nasce fin da quando ero bambino, già all’età di 6-7 anni quando con la mia mamma andavamo in una rosticceria vicino casa, io entravo nelle cucine e già amavo impastare la pasta all’uovo, già mi piaceva quel luogo. Poi piano piano, prima con la scuola alberghiera, poi con molte esperienze fatte in grandi maison d’Italia come il ristorante Uliassi di Senigallia, 2 stelle Michelin o anche il Ristorante Piazza Duomo ad Alba che è un 3 stelle, ho lavorato insomma in bei locali”.

Quale è la sua idea di cucina?

“Ho una mia idea abbastanza consolidata. Quella di reinterpretare dei piatti della tradizione marchigiana facendomi contaminare, influenzare dai viaggi, dalle esperienze fatte, da quello che ho visto fino ad adesso in giro. E’ una cucina internazionale legata però al territorio”.

Quale è il suo attuale lavoro?

“In questo momento sto tenendo una consulenza all’interno di un locale a Macerata che si chiama “Di Gusto”. È un locale di una mia amica che sto aiutando fino al 31 dicembre. Poi il prossimo anno mi sto preparando per l’apertura del mio ristorante”.

Dove?

“La trattativa ancora non è chiusa, l’aprirò comunque nelle Marche, il paese preferisco ancora non dirlo”.

Il suo sogno quindi era questo?

“Sì, diciamo che ho realizzato molti sogni nella mia vita e nella mia carriera lavorativa. Riuscire a coronare anche questo sarebbe veramente la sublimazione della mia carriera: avere una mia piccola attività, riuscire a gestire il personale e soddisfare l’esigenza dei clienti”.

Oltre a questo ha qualcosa in mente per il futuro?

“Ci sono anche altre attività, altre piccole cose che vorrei fare. Ma in questo momento vorrei concentrarmi più su quello per poi piano piano crescere di pari passo insieme alla buona riuscita del locale”.

 

 

Martina Suez

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