Alessio Longhini: la cucina degli stati d’animo

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Occhi puntanti sul giovane talento gourmet che asseconda la sua creatività con la qualità della materia prima

 

Che tipo di cucina è quella che conquista lo stesso giorno il titolo di miglior giovane chef dell’anno e una stella Michelin? Lo abbiamo chiesto ad Alessio Longhini, giovane chef veneto nell’altipiano di Asiago, executive chef dello Stube Gourmet. Discepolo di Fasolato e Niederkofler, chef Longhini si dedica a una cucina che segue “un concetto di leggerezza, genuinità e qualità”, partendo da “una base tradizionale ma modernizzata sia sulle preparazioni degli ingredienti che sugli impiattamenti” che si ispira molto i suoi stati d’animo.

“Spazio molto, perché sono giovane e curioso”: la giovane età dello chef gioca a favore della sua inventiva. Il concept di cucina è quello di sempre, ricercare la qualità delle materie prime, perché bisogna averne “rispetto e conoscenza”. La scelta del cibo si rivela così un momento catartico dove Longhini cerca di “semplificare, di concentrare i gusti, mettendo sul piatto pochi ingredienti ma di qualità”.

Dai giganti della cucina, Fasolato e Niederkofler, chef Longhini ha imparato molto: “Vedono il cibo in maniera differente, aver avuto due scuole di cucina così differenti mi è servito a capire cosa volessi mettere nei miei piatti”. Nasce così una cucina ego sintonica che riconosce la diversità degli altri stili e la apprezza, perché “siamo tutti diversi, questo è il bello”.

Ma a cosa si ispira lo chef quando crea un piatto? La risposta ci spiazza: “La prima cosa che mi viene da rispondere è un onestissimo…boh! L’istino è ammettere che non ne ho la più pallida idea. Dipende molto dai miei stati d’animo”. Lo stile di Longhini è sincero e schietto come le sue risposte, pensa spesso a cosa vorrebbe che ci fosse nel suo menu, alla materia prima che vorrebbe utilizzare o a un ingrediente che ha assaggiato chissà dove, per poi tornare ai fornelli a sperimentare e farlo assaggiare ai colleghi.

A fare da cornice alle idee del giovane talento ci sono poi i viaggi all’estero, dove impara tecniche e metodi diversi da riportare a casa, ma gli sarà mai successo di portare qualcosa di squisitamente italiano oltre le Alpi? La risposta è si: “Ultimamente sono stato in America a fare tre corsi di cucina, mi hanno espressamente chiesto di portare piatti tradizionali con prodotti della montagna: gnocchi ripieni di Asiago DOP, carni brasate e asparagi bianchi. Mi sono divertito molto nel vedere lo stupore sulle facce dei commensali. Cose tradizionali, ma fatte bene”.

 

“La mia idea è quella di fare del proprio meglio per stupire il cliente”

– Alessio Longhini –

 

Valentina Forte

 

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