Antonino Cannavacciuolo si racconta a So Wine So Food

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Ebbene sì, il Bud Spencer della cucina si concede a So Wine So Food per un’intervista che lascia spiazzati per la sua “tenerezza” (passateci il termine). Un omone grande grande con riflessioni davvero tenere circa il suo rapporto con la cucina e il suo legame indissolubile con le sue origini del Sud.

Ci confessa che cucinare è per lui voglia di sperimentare e disciplina, esprimersi attraverso ricordi ed emozioni. Da cuoco avrebbe voluto vedere il suo nome abbinato a tante ricette della grande tradizione italiana.

Carattere determinato, ha sempre dato il massimo per raggiungere i suoi obiettivi e superare i limiti che ha incontrato lungo il suo percorso.

Lavorare nella ristorazione vuol dire per lui non sentirsi mai arrivato, ma una continua crescita professionale e di vita imparando dagli errori e cercando sempre di migliorarsi.

“Io sono curioso ed ingordo di novità”

– Antonino Cannavacciuolo –

Le critiche lo hanno anche infastidito, ma solo inizialmente, perché la vera forza è stata proprio cogliere la positività di ogni commento negativo e farne tesoro per puntare sempre al meglio. In cucina Cannavacciuolo ci ha abituato ad un’immagine di severità, ma non è propriamente così: ci devono essere momenti in cui si lavora impegnati e concentrati senza quasi alzare la testa dal pianodi lavoro, ma anche altri in cui ridere e scherzare come in una serata fra amici: bisogna capire quando essere severi e quando invece potersi permettere un attimo di “morbidezza”.

Nota la sua avversione per le donne in cucina: grandissimo rispetto per le donne chef che hanno una finezza e sensibilità, una forza degna di ammirazione, ma le ore di lavoro e fatica sono tantissime e richiedono molto sacrificio, possono cioè togliere spazio alla sfera familiare.

Per i napoletani tutte le feste sono sacre ed ognuna di esse rispetta la tradizione con un proprio menu ricco di stagionalità e sapori. In questo Cannavacciuolo è “sentimentale e romantico”e mostra tutto il suo attaccamento alla terra d’origine, parlando di una ricetta a lui cara come Candelealle Genovese che preparava insieme alla nonna, le soddisfazioni di bambino di preparare la pasta frolla o il sapore dei frutti di mare quando da ragazzino scavava con gli amici sotto la sabbia alla loro ricerca.

Oggi è alla continua rincorsa dei sapori seguendo il proprio istinto. Tanti i successi importanti avuti dallo Chef Cannavacciuolo, ma la parola “emozione” ricorre ancora una volta come un vortice dentro quando ripensa alle tante sfide vinte.

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