Azurmendi, la stella ecosostenibile

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Estro, capacità e sensibilità per l’ambiente: parliamo di Eneko Atxa, un tre stelle Michelin che pensa al futuro (anche economico) del mondo

 

Tre stelle Michelin, estro e sensibilità per l’ambiente. Tutto questo è Eneko Atxa Azurmendi, basco purosangue che nel suo locale pluripremiato, unisce la cultura della sua terra all’innovazione. Ponendo, comunque, una grande attenzione al tema dell’ecosostenibilità. La sua è una cucina che trae spunto dalla tradizione culinaria dei Paesi Baschi, regione spagnola molto identitaria nella quale sorge il suo locale, per poi spingersi verso il futuro: “Ritengo che progresso e tradizione non siano antitetici – confida Atxa – deve, invece, esserci una connessione tra radici futuro.”

Eneko mostra un carattere forte e determinato che lo ha portato ad ottenere le tre stelle in tempi da record per uno chef al di fuori della Francia. A detta sua l’unico segreto è “La motivazione che spinge a superare i limiti e dà la forza necessaria per raggiungere l’eccellenza nel servizio di ogni giorno.”

Ma oltre ai premi culinari, a colpire è anche il suo impegno per l’ambiente. Non a caso nel 2014 Azurmendi è stato nominato il ristorante più sostenibile del mondo. Ci pensa lo chef a spiegarci il perché di questo riconoscimento: “L’ecosostenibilità è un tema a cui tengo moltissimo, e nel mio piccolo cerco di dare l’esempio. Il mio locale sfrutta unicamente energia geotermica e solare e sorge in cima ad una collina per non invadere l’ambiente circostante. Abbiamo piantato 700 alberi – continua Atxa – creando la prima serra della zona ed abbiamo una banca dei semi grazie alla quale abbiamo recuperato molte specie di piante che stavano per estinguersi. Credo sia doveroso rispettare l’ambiente nel quale viviamo”. Oltre a quella ambientale lo chef basco pone la sua attenzione anche alla sostenibilità economica: “Penso sia giusto promuovere un’economia circolare favorendo i produttori più vicini. Attraverso queste dinamiche si instaura una relazione positiva sia con l’ambiente che con le persone”. Chef Atxa, poi, ha da poco intrapreso una nuova avventura lavorativa a Tokyo. Avendo già lavorato in Giappone, precisamente a Kyoto, per lui non è che un ritorno in un paese che ama moltissimo: “Senza dubbio è uno dei più bei paradisi gastronomici del mondo – sorride Eneko – sia per la sua cultura che per la grande varietà di prodotti che offre. Per me è uno dei posti più belli dove poter fare cucina.”

 

Stefano Bellachioma

 

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