Caffè Al Bicerin: a tavola con Camillo Benso, Italo Calvino e Umberto Eco

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A Torino, dal 1763, esiste una cioccolateria in cui bere una bevanda tanto antica quanto segreta: la sua ricetta viene tramandata di generazione in generazione in grande riservatezza

 

Dal 1763, Caffè Al Bicerin rimane una delle tappe obbligate per chiunque decida di passare per Torino. Quella di Piazza della Consolata, infatti, non è una semplice cioccolateria ma rappresenta un locale storico amato anche da personaggi importantissimi come Camillo Benso Conte di Cavour o Italo Calvino. Proprio qui, infatti, da ben 255 anni è possibile bere una bevanda a base di caffè, cioccolata calda e schiuma di latte, talmente richiesta dai clienti da dare il nome allo stesso locale.

Ora a capo de “Al Bicerin” c’è Alberto Landi, al quale ci rivolgiamo per carpire ogni segreto di un locale in cui la vita sembra essersi fermata ai primi dell’Ottocento.

 

Qual è la vostra storia?

“Tutto inizia nel 1763, quando l’acquacedrataio Giuseppe Dentis apre la sua piccola bottega nell’edificio di fronte all’ingresso del Santuario della Consolata. Solo quarant’anni dopo, e quindi ad inizio ‘800, diventerà un caffè specializzato in cioccolata. E proprio a quell’epoca risalgono gli arredi originali ancora esistenti. L’invenzione del Bicerin, comunque, è stata, senza alcun dubbio, la base del successo del locale. Il suo successo ha avuto una crescita esponenziale, fino ad arrivare a divenire uno dei simboli di Torino”.

Perché il nome Bicerin?

“La storia del Bicerin si intreccia saldamente a quella della “Consolà”. La miscela, infatti, era il sostegno ideale per i fedeli che, avendo digiunato per prepararsi alla comunione, cercavano un supporto energetico appena usciti dalla chiesa. Inoltre per molti anni è stato uno dei pochi luoghi dove le donne potevano mostrarsi sole in pubblico: il fatto che fosse un locale a conduzione femminile lo rendeva consono per essere frequentato dalle dame”.

 

Come si ottiene un buon Bicerin?

“Il segreto per assaporarlo al meglio è non mescolarlo, lasciando che le sue varie componenti si fondano fra di loro direttamente sul palato, con le loro differenti densità, temperature e sapori. Per ottenere un buon Bicerin non è sufficiente unire i tre ingredienti base: sono fondamentali le migliori materie prime e tanta pazienza. La nostra cioccolata, preparata con cacao selezionato per avere un basso punto di acidità e aromi integri, cuoce lentamente per ore in particolari pentole di rame. Anche il caffè è speciale: per rispettare la ricetta originale è necessario unire miscele leggere ed aromatiche”.

 

La ricetta rimane inalterata da sempre?

“Sì, la ricetta è segreta e tramandata nel tempo”.

 

Quali sono i clienti che vengono nel vostro caffè?

“Nel tempo sono stati molti gli ospiti illustri: Camillo Benso è il più conosciuto e si sedeva sempre al tavolo sotto l’orologio. Ma da queste parti sono passati anche Dumas, l’Avvocato Agnelli, Pina Bausch, Italo Calvino, Mario Soldati. Ma è da ricordare soprattutto Umberto Eco che nel romanzo “Il Cimitero di Praga” descrive in maniera magnifica il nostro locale e la nostra bevanda”.

 

Martina Suez

 

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