Chef Baybara Demi: cronache di una rinascita

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Il sogno di una scuola gastronomica in Mesopotamia. Vi raccontiamo la storia di una donna, chef e imprenditrice, che vuole abbattere la diversità e la sofferenza tramite la cucina

 

E’ stata definita uno dei personaggi da tenere d’occhio nel 2018 dal Corriere, la chef e imprenditrice turca Ebru Baybara Demi, che lo scorso anno ha partecipato con il suo Gastronomy food project al Basque Culinary World Prize, un’istituzione gastronomica a livello mondiale che premia i promotori di una filosofia gastronomica che migliora la società. In palio con 100,000 € da investire in un progetto vincente: quello che dimostri quanto sia importante il ruolo della gastronomia nel mondo a livello sociale.

A vincere il premio è stata la celebre chef colombiana Eleonor Espinosa con il suo progetto volto in generale a rivalutare la biodiversità, ma volevamo comunque raccontarvi la storia di Ebru Baybara Demi. La chef che ha concorso al premio contro l’italiano Niko Romito e altri 8 finalisti, ha istituito e diretto, nella regione turca di Harran, la prima scuola gastronomica della Mesopotamia. Un’iniziativa rivolta alle donne siriane e turche in difficoltà che volevano trovare il loro posto nel mondo attraverso la cucina. Lo scopo del progetto era quello di rivalutare la zona sud est della Turchia che ospita all’incirca 14.000 profughi siriani, tramite la Harran Gastronomy Food Project, volta a offrire non solo una prospettiva lavorativa – e di vita –  migliore alla fetta femminile della popolazione, ma anche ad abbattere le barriere tra la cultura siriana e quella turca, dando nuova luce alle ricette locali. A far loro da leva, lo splendido patrimonio artistico e storico delle due regioni, che a detta della chef si starebbe perdendo a causa della “mancanza di una piattaforma comune di condivisione”. Migrazione e perdita di cultura vengono meno ai fornelli: chef Demi vuole creare una storia e un nuovo destino a queste donne tramite la cucina. “Trasformare un semplice cibo fatto in casa in un’opportunità per provvedere alla propria famiglia”, questa è stata la sfida di Ebru Baybara, il sogno di poter dare più potere decisionale alle donne soffocate dalla guerra e dalla violenza.

Oggi il progetto che ha coinvolto la città di Harran è volto al termine: “tutti quelli che sono stati formati adesso lavorano nelle cucine dei campi di rifugio, guadagnano i loro soldi”. Baybara però non si è fermata: ora è impegnata in un altro progetto agricolo e solidale in collaborazione con la FAO, che vede protagoniste 350 rifugiate di Mardin: “stiamo lavorando per ricreare i più vecchi semi locali della Mesopotamia”.

Quest’anno  ad ospitare la terza edizione del Basque Culinary World Prize sarà Massimo Bottura a Modena il 23 luglio. In qualità di membro Comitato Consultivo del Basque Culinary Center, Bottura farà parte della giuria assieme a Joan Roca, Ferran Adrià e Michel Bras e altri altisonanti nomi dell’alta cucina. Oggi è il termine ultimo per candidarsi  come partecipanti sul sito ufficiale dell’iniziativa. Il challange finale rimane lo stesso: premiare gli ambasciatori del cambiamento culinario.

Valentina Forte

 

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