Chef, combattente, vincitore: la storia di Paolo Palumbo

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Affetto dalla SLA dall’età di diciotto anni, il giovane cuoco italiano non si è arreso, anzi. Grazie all’aiuto del papà Marco e del fratello Rosario ha scritto un libro di ricette e creato un brevetto rivoluzionario

 

La storia di Paolo Palumbo inizia con una passione, quella per la cucina, nata in casa seguendo le orme del suo idolo: il padre Marco, chef e proprietario di un ristorante. È una storia con un ospite ingombrante: la SLA che, però, non gli ha impedito di realizzare il sogno di diventare chef. Con Paolo e con il papà Marco abbiamo parlato di cucina, del progetto “Il gusto della vita” e del loro libro di ricette “Sapori a colori”.

Marco, il cibo è uno dei più grandi piaceri della vita e con il libro “Sapori a colori” siete riusciti a restituirlo a moltissime persone. Com’è nata l’idea e qual è stata la prima ricetta?

“È nata da un ricovero in ospedale quando Paolo incontrò Antonio (42 anni) anche lui affetto da SLA e impossibilitato a mangiare da cinque anni. Paolo chiese cosa la malattia gli avesse tolto di più grande e lui rispose: il cibo. Un piatto in particolare, risotto crescente e prosecco. Ed ecco che ci siamo messi al lavoro, insieme al grande chef Luigi Pomata, sulla nostra prima ricetta godibile da persone tracheotomizzate. Oggi il libro è realtà e tutti i proventi vanno alla ricerca contro la SLA”.

Un traguardo personale e professionale che è stato riconosciuto dal Maestro dei maestri: Gualtiero Marchesi, purtroppo recentemente scomparso.

“Il sogno di Paolo era quello di ottenere il diploma all’accademia di Gualtiero Marchesi, poi però è sopraggiunta la malattia. Ma non ci siamo fermati, Paolo ha continuato a cucinare con delle nuove braccia, quelle del fratello Rosario ed il diploma alla fine l’ha ottenuto. È un combattente”

Ma non vi siete fermati qui perché siete andati oltre con “Il gusto della vita”…

“Esatto. Non tutti i malati possono ingerire del cibo e per questo grazie alla cucina molecolare abbiamo brevettato dei tamponi che rilasciano l’essenza fondamentale di alcuni alimenti e, se combinati insieme, possono ricreare il sapore di piatti come la carbonara, l’amatriciana o il gelato alla crema”.

Adattare soluzioni innovative a problemi complessi, come una malattia, è dote di pochi: solitamente i rivoluzionari e gli innovatori

“Per questo la storia di Paolo ha fatto il giro del mondo arrivando fino all’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Incontro da cui è nato lo SLA Dream Team, un pool di undici ricercatori che presto troveranno la cura per questo male”.

Quale sarà la prima cosa che farete?

“Quando Paolo starà bene apriremo un ristorante a Milano. Siatene certi”.

 

Gianluca Grasselli

 

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