Chef in Camicia: Andrea, Lello e Nicolò tra food e social

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Prendi tre ragazzi amanti dell’enogastronomia, unisciti competenza, simpatia e tutta la visibilità del web: ne uscirà uno dei blog più seguiti di questo splendido universo

Con i molti social media sempre più presenti nelle nostre vite, cominciano a nascere tante forme di lavori sempre più differenti, tra i quali il food blogger. Tra questi ci sono gli Chef in Camicia, Andrea, Lello e Nicolò, l’ultimo dei quali è proprio il protagonista della nostra intervista.

Com’è cominciata questa esperienza?

“È iniziata per gioco: tre amici appassionati di cucina che volevano mettere da parte qualche soldo facendo eventi e cene in casa. All’inizio del 2016 questo passatempo si è evoluto sempre di più e abbiamo deciso di investire nella produzione video e nei social media.”

Come trovate le vostre idee?

“Da una parte prendiamo spunto dal web, cercando di vedere quali sono i maggiori trend. Alcuni format, invece, sono farina del nostro sacco. Siamo tutti molto appassionati di enogastronomia e pensiamo un po’ a cosa ci piacerebbe vedere legato al mondo della cucina cercando di riproporlo nella nostra chiave”.

Da dove nasce il nome chef in Camicia?

“Il nome è nato perché il papà di Luca, in arte Lello, ha un’azienda che fa camicie. Allora ci siamo detti che potevamo lanciare la figura dello chef in camicia. Al posto della classica giacca bianca che lo eleva, il cuoco appare più accessibile: in fondo è un abito da tutti i giorni che contraddistingue la figura maschile. Quindi abbiamo pensato di puntare verso l’immagine di uno chef meno altezzoso”.

Qual è principalmente l’obiettivo del vostro blog?

“La nostra missione è quello di poter essere noi italiani ad insegnare la cucina nel mondo, attraverso la produzione di contenuti accessibili. Vogliamo che i nostri connazionali diventino i portabandiera della cucina a livello mondiale”.

Secondo voi il futuro del cibo sarà sempre più legato ai social?

“Beh, non per forza la gente guarda per imparare. Spesso lo fa per intrattenersi. Tantissime persone magari guardano una ricetta su Instagram o su Facebook più che altro per farsi venire appetito, perché magari quella ricetta non la faranno mai in casa. E poi i social hanno un ruolo sempre più influente nella nostra società. Quindi è normale che anche nel cibo possano avere un loro ruolo”.



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