Chef Marco Gallotta: l’istituzione del Pigneto

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Quando in periferia trovi la cucina che non ti aspetti

Quando parla di cucina sente ancora gli odori della sua infanzia e i ricordi che lo legano fin da piccolo ai fornelli, ma Marco Gallotta di strada ne ha percorsa prima di affermarsi come chef.       Ci guida tra i banchi del mercato dove compra sempre frutta e verdura dalla fidata Wanda e, portando personalmente la spesa in cucina, comincia a raccontarsi a noi di So Wine So Food.

Correva l’anno 2006 quando aprì Primo “una scelta strategica dal punto di vista della comunicazione”, ci rivela, in una zona ancora spenta della città in cui Marco ha voluto scommettere per regalare qualcosa di diverso alla periferia. Oggi Primo vive la sua storicità e lo chef, scavallando il clichè del centro, che soffocava il suo estro e la sua creatività, propone una cucina ricercata e di livello.

È molto diretto nel spiegare i suoi piatti e alla domanda se il suo fosse un menù gourmet il nostro cuoco-imprenditore risponde divertito “io non credo di fare cucina gourmet, io faccio cucina”. Preferisce la sostanza al filosofeggiare degli chef con un’attenzione rivolta sempre al palato, alla scelta delle materie prime, alla tecnica e alle nozioni igieniche che per molti passano in secondo piano. Marco Gallotta non si sente uno chef arrivato e il segreto del suo mestiere è il continuo sperimentare e mettersi in gioco: non si sbottona troppo per sui progetti futuri ma a essere protagonista sarà sempre l’enogastronomia.

“Non faccio cucina gourmet, io faccio cucina!”

– Marco Gallotta –

Andrea Martina Di Lena

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