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Vegetariano, vegano o crudista? L’alimentazione naturale rivoluziona il concetto di “esser sani”

 

Un passato da architetto del verde e un presente da chef: animo sensibile agli effetti globali sull’ecosistema, palato goloso e impiattamenti che ricordano giardini in fiore. Daniela Cicioni ha scelto di dedicare la sua vita alla cucina naturale e tutto ciò che ne deriva. Sostenitrice della macrobiotica e interessata alla medicina ayurvedica, la chef ha fatto del suo mestiere non sono una passione, ma anche un elisir di salute e di ampie vedute.

“Ho cominciato in punta di piedi” dice la Cicioni. A far scoccare la freccia dell’amore verso un mondo assai diverso dal suo, è stato “il legame nei confronti dell’alimentazione naturale: mi stavo preparando alla tesi di laurea e stavo cominciando a conoscere la realtà della cucina naturale, di tutto ciò che era legato al biologico e alle alimentazioni considerate alternative, come quella vegetariana o vegana”. La cena a La Sana Gola di Milano, ristorante-scuola di cucina naturale meneghino, ha fatto il resto: “Mi è aperto un mondo! Ho imparato che si poteva mangiare benissimo tenendo anche in considerazione l’aspetto della salute, a volte addirittura guarire da alcuni disturbi. Sono sempre stata molto golosa e fino a quel momento sono stata convinta del fatto che si dovesse scegliere tra mangiare bene e mangiare sano, ma non è così”.

Chiuso il capitolo che la vedeva come architetto paesaggista, chef Cicioni decise di scoprire se la sua passione nei confronti della cucina vegetariana e vegana potesse diventare il suo lavoro, spinta anche dagli effetti che la nuova dieta aveva sul suo corpo: “Nel primo mese i livelli di attenzione, di vitalità  e di energia erano aumentati, piccoli disturbi alimentari come bruciori di stomaco erano spariti”; scoprì così che la cucina naturale è dunque una cucina completa che, a partire dall’alimentazione, può aiutare a combattere piccoli disturbi di salute. A tutto ciò si somma oggi la consapevolezza che la cucina naturale, entro i prossimi 30 anni, possa essere l’unica risposta possibile al depauperamento delle risorse del pianeta.

E il crudismo? “E’ arrivato dopo la cucina vegana. È un ulteriore allargamento delle vedute e delle possibilità che ci sono in cucina. Il crudismo in sé significa non superare i 42° di cottura, per fare in modo di non alterare i principi nutrizionali ed energetici del cibo” in modo che l’alimento rimanga più  vibrante, perché “più ci si nutre di alimenti vitali, più il corpo ne beneficia e si allevia il senso di fame”. Il crudismo, per la Cicioni, non è altro che una moderna ed estrema risposta alla globalizzazione e all’industrializzazione dell’alimentazione, anche se le sue origini sembrano avere radici più profonde: basti pensare che già nel Vangelo Esseno della Pace si parla di crudismo.

Per realizzare piatti crudisti, chef Cicioni si avvale di alcune tecniche di “non cottura” come la germinazione, la germogliazione e la lattofermentazione. La fase che precede questi metodi così peculiari è l’ammollo del seme, un cereale ad esempio: “lasciandolo a bagno per 8 ore subiscono una reidratazione che riattiva e che prepara il seme a dare vita alla piantina. Le sostanze nutritive che esso contiene si trasformano in zuccheri e viene centuplicata la presenza di vitamine, si tratta della fase di germinazione”. Allo spuntare della prima fogliolina, ha inizio la germogliazione, fase in cui la piantina produce clorofilla. La lattofermentazione invece può essere fatta sia con ingredienti a crudo, ma anche con ingredienti precedentemente cotti, come i legumi. Qualsiasi legume cotto si può far fermentare, anche solo aggiungendo della cipolla e del sale in un vasetto che si lascerà 5 giorni a temperatura ambiente. Superfood dunque, che possiamo trovare su ogni scaffale del supermercato, ma quanto ci costa mangiar sano? “Si può mangiare vegano senza svenarsi. In realtà l’alimentazione vegana può essere molto semplice senza essere banale: il tofu, il seitan, la soia non sono fondamentali! Aiutano ad arricchire l’alimentazione ma non ne costituiscono la base” fatta invece di cereali integrali e biologici, legumi, qualsiasi tipo di frutta e verdura. Insomma, pochi semplici ingredienti facilmente reperibili che possono rivoluzionare il modo di esser e di mangiar sano.

Valentina Forte

 

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