Danimarca, i trentuno baci della Rossa

“Cocktails in the City”, a Londra il meglio della mixologist
10/04/2018
Casa Ramen Super ospita i ragazzi de La Locanda alla Mano: quando essere diversi è la normalità
12/04/2018

La Guida Michelin ha premiato con ben 31 stelle i ristoranti danesi che si confermano carri trainanti dell’alta cucina scandinava

 

Quando si parla di cibo nei paesi scandinavi, sono in molti ad immaginare orde di vichinghi barbuti e donnone dai capelli dorati intenti a trangugiare salmone o aringhe, per lo più sotto sale, accompagnate da patate lesse e, sicuramente, ettolitri di birra.

Esagerazione e un pizzico di ingenuità (nel senso più bonario del termine ovviamente), ma chi mastica un po’ di buona cucina, letteralmente, sa benissimo che le cose non stanno proprio così. Un esempio lampante viene dal più piccolo degli stati nordici, la Danimarca, che quest’anno ha portato a casa un nuovo record che definire autorevole sarebbe persino riduttivo: 31 stelle dalla guida Michelin.
Un firmamento affollato, considerato il numero di danesi (poco sopra i cinque milioni e mezzo), ma soprattutto di qualità. Ventisette ristoranti che si sono aggiudicati il macaron della Guida Rossa, dal colore della sua copertina, che rappresentano l’eccellenza per utilizzo di materie prime, la tecnologia avanzatissima, in alcuni casi per l’affumicatura dei piatti in altri per l’ambiente minimalista.

Primo fra tutti è, ancora una volta, il Geranium di Rasmus Kofoed, tre stelle, riconfermate dall’anno precedente, unico chef al mondo ad essere salito sul podio per ben tre volte consecutive nella competizione Bocuse d’Or come terzo, secondo e, infine, primo classificato.

Oltre al Geranium, Copenaghen ospita altri quindici ristoranti stellati: The Standard, 108, Formel B, Clou o il formidabile il Relæ guidato dall’italiano Cristian Puglisi, onorato dalla menzione speciale per la sostenibilità ecologica dai World’s 50 best restaurants.

C’è poi, ad esempio, la neo stella del Kadeau a Bornholm, una piccola isola poco al di sotto dei confini svedesi, vero paradiso naturale, in cui l’oceano circonda poche migliaia di abitanti e le loro case colorate di rosso e di giallo di fine ‘700.

Una cucina varia, tradizionale e innovativa, che trova nella natura e nel suo rispetto il filo conduttore principale. Una cucina che è sempre più al centro dell’attenzione di esperti e semplici appassionati che vedono nelle città come Copenaghen vere e proprie mete gastronomiche nonché realtà da analizzare costantemente per le nuove tendenze della migliore gastronomia contemporanea.

Gianluca Grasselli

 

[widgetkit id=”679″]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *