È friulana la miglior chef donna 2018 per la Guida Michelin

Tom: cane, amico, imprenditore e… sommelier
26/03/2018
Pasta, that’s amore
28/03/2018

Fabrizia Meroi, il diritto di contare all’Atelier des Grandes Dames di Veuve Clicquot

 

Dopo la Calabria è il Friuli a coronare “il valore aggiunto al femminile” in cucina. Atteso dallo scorso novembre e annunciato lunedì 26 marzo, è quello di Fabrizia Meroi, “cuoca autodidatta” e chef per amore, il nome che raccoglie l’eredità di Caterina Ceraudo, quota rosa vincitrice del titolo per il 2017. Tra il profumo del latte appena munto in malga, lontano dalla mondanità della città, in una natura che permette ancora di ascoltare il silenzio delle montagne, c’è “un prato al sole” stellato, in dialetto sappadino “Laite”. “Due cuori e un ristorante”, così, Fabrizia e Roberto definiscono il loro sogno d’amore, iniziato trent’anni fa e coronato sotto il tetto di legno del Laite, la casetta dove dal 2001 hanno superato tanti lunghi inverni.

Savoir-faire, eccellenza e audacia secondo Veuve Clicquot, maison sponsor del premio, a cui si aggiungono determinazione, creatività, innovazione e intraprendenza: una mixology perfetta incarnata dalla contemporaneità di fare ristorazione di Fabrizia Meroi. Il giovane talento femminile dell’enogastronomia italiana è stato premiato con questa dedica: «gli anni di formazione in Friuli, Veneto e Carinzia hanno costruito la sua sapienza gastronomica. I sapori di queste terre e i prodotti di ogni loro stagione caratterizzano i suoi menu. Lavora con semplicità e precisione, regalando una suggestiva esperienza di gastronomia locale dal tocco femminile deciso sia nei sapori sia negli accostamenti. Un’esperienza che ha conquistato gli ispettori come chiunque si sieda alla sua tavola»

Fabrizia Meroi è una delle 44 chef italiane stellate, e tra le 141 a livello mondiale, ma è lei la nostra migliore portabandiera tra tutte per talento, passione e impegno. Lei è l’Italia delle responsabilità, dei sacrifici e dell’amore, delle donne che sotto il grembiule da cuoca portano i pantaloni e rispondono con i fiori. Un lavoro da “maschio” che finalmente prende sul serio le donne, ma quello di chef è un lavoro duro per tutti, con le dovute differenze.

Andrea Martina Di Lena

 

[widgetkit id=”665″]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *