Elizabeth’s Gone Raw, la cucina vegana salverà il mondo?

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Elizabeth Petty, volto importante della gastronomia di Washington DC, ci parla del suo ristorante: piatti e pietanze per un percorso di miglioramento e consapevolezza

 

Elizabeth Petty è una delle personalità più rappresentative della gastronomia di Washington, DC. Da oltre ventisei anni, infatti, è proprietaria del The Catering Company of Washington, uno dei servizi di catering più importanti della città. Solo di recente ha intrapreso un’altra avventura personale nel suo Elizabeth’s Gone Raw, ristorante di cucina crudista e vegana, nato dalla voglia di condividere l’esperienza benefica vissuta in prima persona dopo la diagnosi di cancro al seno. Un percorso difficile, vissuto ancora oggi con la voglia di conoscenza, di miglioramento e di consapevolezza, verso un’alimentazione rispettosa del corpo, degli animali e dell’ambiente.


Elizabeth, qual è stato, nella sua esperienza personale, il cambiamento più significativo da quando ha intrapreso la dieta crudista e vegana?

“Ho notato miglioramenti a livello fisico ed emotivo. Ho maggiori energie e tendo a non reagire in modo eccessivo alle situazioni stressanti che mi circondano. È una dieta che mi ha donato un grande senso di calma”.

Qual è la differenza fondamentale tra cucina tradizionale e quella crudista?

“Sicuramente l’utilizzo degli ingredienti e il non poterli cuocere così come si usa fare. Nel mio Elizabeth’s Gone Raw lo chef Francisco Hernandez non utilizza carne, pesce, latticini, glutine, soia o zuccheri raffinati”.

Nonostante la cucina vegana si possa considerare una delle alternative alimentari più sostenibili per il nostro ambiente e più salutari per il nostro corpo, il mondo enogastronomico vi ignora. Perché?

“La sua è un’affermazione corretta. Parte della critica gastronomica non ha compreso appieno l’impatto che questa cucina può avere e avrà sul futuro della cultura del cibo e della società intera. Inoltre, è complicato fondare la critica su uno stile culinario di cui non si ha piena familiarità. Sono convinta che molti credano sia solo una mania e che passerà col tempo, ma si sbagliano. Fortunatamente”.

Qual è il futuro di questa realtà culinaria? È in corso un processo di maggiore consapevolezza nelle persone riguardo il cibo?

“Assolutamente. L’aumento di malattie cardiache, di tumori, del diabete ha portato le professioni mediche a porre una maggiore enfasi sull’importanza della nostra alimentazione e delle sue conseguenze sulla nostra salute. Così, negli ultimi quindici anni, abbiamo osservato un aumento esponenziale di ristoranti d’alta cucina vegetariana in grado di offrire alternative deliziose e raffinate”.

Potrebbe descriverci la sua personale visione del cibo e dell’alimentazione?

“Vorrei poter offrire una cucina in grado di ispirare quanti più amanti del cibo possibile e smuovere le coscienze verso una sempre maggiore attenzione su cosa si mangia, in quale quantità e da dove proviene. Nonostante credo che, realisticamente, una società orientata alla dieta vegetariana non sia possibile, credo che anche piccole scelte nel quotidiano di molti possano avere un impatto enorme sull’ambente e sul modo in cui trattiamo gli animali. È nostra responsabilità essere consapevoli dell’impatto che le nostre scelte hanno su ciò che ci circonda”.

 

Gianluca Grasselli

 

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