Enbiotech rivoluziona il mondo della tracciabilità agroalimentare

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In Sicilia il cibo incontra la scienza

Cosa accadrebbe se delle tecnologie scientifiche già applicate al settore umano fossero impiegate nel mondo agroalimentare? La risposta ci arriva puntale grazie all’intervento del Dott.re Guido Spoto che ci racconta come lo spin-off della Bionat, l’Enbiotech s.r.l., insieme ai ricercatori del Cnr, ha messo a punto nuovi kit per la diagnostica sugli alimenti.

In un momento di crisi italiana dove si parla tanto di fuga dei cervelli, la strategia di questa giovane azienda siciliana, cofinanziata da fondi europei, ha potenziato e aggiornato tecniche già utilizzate nel campo umano-sanitario al fine di adattarle al settore enogastronomico. Uno degli aspetti principali ottimizzati è stato l’estrazione del DNA direttamente dal cibo, attraverso un’operazione molto rapida a differenza della tecniche tradizionali. Due sono stati gli interventi importanti nel Consiglio Nazionale delle Ricerche: il primo inerente la certificazione genetica del vino dell’isola e l’altro sulla tracciabilità genetica della filiera ittica di Mazara del Vallo, su prodotti freschi e trasformati.

“Identificare con certezza e previsione scientifica se il Dna del prodotto è quello dichiarato in etichetta”: questo l’obiettivo dei nostri ricercatori che, attraverso le loro indagini genetiche, cercano di capire chi è veramente cosa e smascherare “amichevolmente” le incongruenze.

“Difendiamo gli interessi dei produttori onesti con certezza e previsione scientifica”

– Dott.re Guido Spoto-

Andrea Martina Di Lena

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