Essere Lorenzo Cogo, vita da enfant prodige

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Uno dei talenti più brillanti della cucina italiana, ci spiega come ha conquistato la stella Michelin

Avere solo 27 anni, lavorare come chef e vantare una stella Michelin. Questo significa essere Lorenzo Cogo, enfant prodige della cucina italiana, mito e modello di tutte le nuove generazioni di cuochi.

Colto da una passione folgorante per questo mondo fin da bambino, Lorenzo inizia appena maggiorenne a lavorare nei migliori ristoranti del mondo, fino ad aprirsene uno tutto suo: “El Coq”. Tante responsabilità per un ragazzo di appena vent’anni, da associare alle mille difficoltà tipiche del far accettare al pubblico una cucina diversa dalla tradizione e dalla solita offerta enogastronomica del paesino.

Chef Cogo, però, nonostante la giovane età si ispira molto al passato: dalla grande scuola francese, alla fantastica cucina spagnola avanguardista di Ferran senza dimenticare quella nordica con Noma. Per Lorenzo, ognuna ha avuto la sua importanza e tutte sono state fondamentali: “Dal passato bisogna solo imparare – sorride Cogo – la storia insegna continuamente”.

Un occhio ai maestri contemporanei, comunque, va buttato, specialmente quelli nostrani e lo chef spera che con Massimo Bottura sul tetto del mondo la cucina italiana moderna abbia sempre più spazio e diventi sempre più importante.

Il segreto del lavoro di un cuoco? Lorenzo non ha dubbi: “Creare il legame perfetto, un po’ come in amore”. Cercare sempre di produrre una trasformazione dei gusti e degli elementi: perché un ingrediente preso da solo è perfetto, ma trovare l’abbinata è difficile.

“Sono pochi i giovani in Italia che fanno valere il loro valore e il loro talento”

– Lorenzo Cogo –

Martina Suez

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