Fattoria Sardi: i vini terroir delle colline lucchesi

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Questa azienda vitivinicola toscana può vantare una lunghissima tradizione familiare: ora è gestita da Matteo e Mina, una giovane coppia che ha deciso di votarsi al biologico

 

L’Azienda vitivinicola Fattoria Sardi, nasce da un’antica tradizione famigliare a Lucca. Oggi è gestita da Matteo e Mina, una giovane coppia che ha scelto di produrre vini biologici. La fattoria, situata nelle campagne fra i fiumi Serchio e Freddana, comprende oltre ai diciotto ettari di vigna anche un bosco, oliveti a campi a seminativi.  La produzione di vini si fonda nel rispetto per il territorio, i tempi e la natura. Da qui la decisone di produrre vini terroir ossia vini che ‘parlano’ al consumatore e raccontano, attraverso il loro sapore il territorio, il clima e le tradizioni. Inoltre fra i vigneti c’è anche l’agriturismo Sardi Giustiniani, un’antica dimora ristrutturata nel 2006 che fa sempre parte della Fattoria.

Com’è nata la vostra passione per il vino e più in generale per l’agricoltura biologica?

“Entrambi proveniamo da famiglie legate da sempre all’agricoltura. Gli studi ci hanno fatto incontrare in Francia, dove abbiamo conseguito un Master in Enologia e Viticoltura. Nel 2012 dopo varie esperienze decidiamo di tornare in Italia a gestire la cantina di famiglia. Il nostro obiettivo è quello di produrre vini terroir nel rispetto del territorio, portando sempre più in alto i vini DOC  delle colline lucchesi”.

Lavorare insieme ed essere anche una coppia al di fuori dell’azienda come ha influito nel vostro rapporto?

“Non è sempre facile. Ma fortunatamente abbiamo una stessa visione d’insieme e ognuno rispetta le idee dell’altro”.

La vostra filosofia si basa sull’agricoltura biologica e biodinamica: perché questa scelta?

“Abbiamo sposato la filosofia dell’agricoltura biologia dal 2010 perché crediamo nell’ambiente e siamo convinti che un approccio più sano ed ecologico porti un prodotto di eccellenza superiore. Successivamente ci siamo affacciati anche all’agricoltura biodinamica: all’inizio è stato difficile e solo dopo 3 anni abbiamo visto i primi risultati, però nonostante la fatica e l’impegno, alla fine il terreno ha dato i suoi frutti. Da qui è nata anche una rete d’impresa con altri viticoltori tutti certificati BIO”.

Cosa intendete per vini terroir?

“Sono il frutto del terreno e rispecchiano il suolo, il clima e le tradizioni. In questo è fondamentale il rispetto dell’ambiente e in particolare dei tempi di maturazione delle vigne”.

Il vostro ‘cavallo di battaglia’ è il rosato. Perché questa scelta?

“Il vino rosé viene considerata spesso una scelta inusuale, però per noi è il ‘pezzo forte’ della cantina. Lo produciamo dal 2011 e fin dall’inizio della sua produzione abbiamo capito le sue grandi potenzialità. Il segreto sta proprio nel clima di questa zona: giornate soleggiate e i grandi sbalzi termici che si sono fra giorno e notte permette di ottenere vini con una buona acidità. Questo grazie ai suoli limo-sabbiosi, che danno l’acidità all’uva”.

Perché scegliere i vostri vini DOC? Quali sono le caratteristiche uniche che li contraddistinguono dagli altri?

“Come azienda non abbiamo una filosofia competitiva. In generale possiamo dire che tutti i vini prodotti nelle colline lucchesi sono sani e leggeri da bere ma soprattutto hanno una buona acidità che è data proprio dalla particolarità dei nostri terreni. Il nostro scopo è quello di far conoscere e valorizzare i vini terroir realizzati nel rispetto dell’ambiente e  dell’uomo”.

 

Francesca tantillo

 

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