Fenomenologia del Semla, il dolce più amato dagli svedesi

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In Svezia da ottobre fino a Primavera inoltrata, potrete gustare ovunque il tradizionale semla, dolce al cardamomo, panna e crema di mandorle

 

Se non siete mai stati in Svezia nel periodo invernale allora, con buone probabilità, vi sarete persi uno dei piatti più golosi in territorio scandinavo: i semla. Perché i mesi più freddi, oltre alla neve, portano in questa penisola la certezza di essere travolti da questo dolce tipico: pane aromatizzato al cardamomo ripieno di panna e crema di mandorle ricoperto, infine, di zucchero a velo.

È tradizione che, da ottobre a Primavera inoltrata, in ogni caffè o ristorante che si rispetti, potrete gustare un semla, in quella pausa dalla quotidiana ordinarietà che gli svedesi chiamano fika.

Ma basta vivere per un po’ in questa nazione per capire che i semlor (questo il plurale letterale) rappresentano molto di più di un semplice dolce stagionale.

La tradizione nasce nel diciottesimo secolo, quando venivano serviti nel latte come una zuppa e mangiati prima del periodo di digiuno quaresimale. Oggigiorno con l’assopirsi di queste ritualità religiose, i semla vengono serviti con l’arrivo del freddo ne vengono consumati circa 40 milioni in tutta la nazione. Quest’entusiasmo per i semla ha dato vita a realtà particolarissime come la premiazione del migliore in tutta la Svezia o la nascita dell’accademia di semla nella città di Gotheborg. Tra gli esperti di questo dolce c’è Mattias Sundberg che spiega alcune delle caratteristiche fondamentali da ricercare nel semla perfetto: ”Il diametro non deve superare i 10 cm e la panna in cima non deve essere più alta dei 3 cm così da gustarlo senza immergervi il naso”; ancora, secondo l’accademia ufficiale “senza cardamomo nell’impasto non si tratta di semla e la crema di mandorle deve essere artigianale”.

Ma tra le cose da sapere sui semlor, oltre alle caratteristiche del dolce, ce n’è una legata ad un avvenimento storico alquanto inusuale. Il 12 febbraio 1771, il re di Svezia Adolf Frederick morì per un’indigestione dopo aver mangiato ben quattordici semla come dessert, a detta degli storici il suo preferito. 

 

Gianluca Grasselli

 

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