Filippo Saporito incontra la sua prima stella

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Lo chef de “La Leggenda dei frati” ci spiega come è riuscito a entrare nella Rossa

 

 

Nella cornice del complesso museale di Villa Brasini a Firenze, lo chef Filippo Saporito ci apre le porte del suo ristorante stellato “La leggenda dei frati”.  La passione per il cibo gli permette di incontrare Ombretta Giovannini che segna la sua vita privata e professionale. Ombretta e Filippo  si sposano e alternano il lavoro in ristoranti della zona a delle esperienze all’estero. In questi anni acquistano una ottima conoscenza del settore ristorativo nelle varie tipologie fino ad arrivare a creare il proprio Ristorante La Leggenda dei Frati, una stella Michelin.

 

L’enorme dedizione per la costruzione di un piatto d’eccellenza, l’attenzione verso gli ingredienti ed il lavoro di squadra hanno portato al riconoscimento più prestigioso – che per lui – uno chef possa ottenere: “La mia prima stella Michelin. Questo momento rappresenta per me la realizzazione professionale più importante”.

Chef Saporito ci confessa di amare la Toscana, la sua terra, ma crescendo è stato influenzato anche dal modo di cucinare e concepire la cucina da parte della sua famiglia che arriva dal Sud Italia: “Il cibo lo vedo come scambio, come “festa” che segna i momenti famigliari più importanti” . Importante è poi anche l’uso dei contrasti in cucina, la “contaminazione” anche con altre culture e la capacità di essere aperti allo scambio, alla comunicazione e al convivio. La ricerca e lo studio del “sapore” lo hanno sempre appassionato: “Il mio cognome stesso ne è testimone mi chiamo infatti Saporito”.

E’ la sensualità e la passione a muovere la sua ricerca continua di accostamenti cercando di tirare fuori da ogni ingrediente tutte le sfumature di gusto possibili: “La cucina si è completamente sposata con la mia vita: perfino mia moglie è una chef!”.

La cucina di chef Saporito è pensata per trasmettere “emozioni, ricordi” e “cultura del territorio” agli ospiti: “Nei miei piatti è possibile riconoscere le radici del territorio dove sono cresciuto”. Fondamentali sono per Filippo le materie prime fresche che sceglie direttamente dal suo “orto” o girando tra le colline Toscane tra allevatori, pescatori, produttori locali e piccoli artigiani; instaurando un rapporto di fiducia e amicizia tra consumatore e produttore.

Un altro aspetto caratterizzante della sua cucina è quello dell’ “etico” ed “ecologico”: “Cerco di fare una ricerca continua del minor impatto ambientale possibile, convinti che il comportamento dell’uomo in questo mondo non potrà essere sostenibile a lungo. I risultati di questa continua ricerca portano ad un riciclo quasi totale di tutto ciò che viene lavorato”

Quello che muove tutto è però l’amore “L’amore per i miei due figli e per mia moglie che è per me fonte di confronto e ispirazione continua. E poi si sa che  dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”.

 

Martina Suez

 

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