Imparare per conoscere, imparare per relazionarsi, imparare per crescere: la cucina è anche questo

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Deborah French ci racconta la sua personalissima esperienza con i bambini disabili e la sua idea di aiutare, creando consapevolezza e relazione attraverso delle semplici ricette di cucina

Scrivere un libro per denunciare la stigmatizzazione sociale nei confronti di “bambini speciali”, aiutarli nella loro vita con ricette che possano affrontare la quotidianità e infine essere il sostegno e l’esempio che ogni bambino vorrebbe come genitore. Questa è Deborah French, autore del libro “The Cookbook for Children with Special Needs”.

Quale è la sua occupazione nella vita?

“Sono una madre a tempo pieno, ho cinque figli di cui i due più grandi con bisogni speciali. Sono anche autore di alcuni libri di ricette per bambini e avvocato per bambini e persone con bisogni speciali”.

Ci parli un po’ del suo progetto e di come tutto ha avuto inizio?

“Un giorno decisi di preparare dei biscotti insieme a mio figlio. In quell’occasione mi resi conto che in cucina Henry, era molto rilassato e fiducioso, la sua reazione con il cibo divenne più positiva e iniziò a mangiare con gioia piuttosto che come conforto per la sua ansia. Tutto quello a cui ho assistito in quel pomeriggio è stato direttamente in disaccordo con le valutazioni tradizionali che avevo ricevuto fino a quel momento. Da lì l’idea di creare dei corsi di cucina che aiutassero genitori e bambini, nelle mie stesse condizioni”.

Quale è il messaggio che si vuole dare attraverso questa iniziativa?

“Ogni bambino ha la capacità e la motivazione per imparare. Non importa quali siano i loro limiti se sono emotivi, fisici, mentali o comportamentali. Spetta a noi adulti provare a tradurre i loro bisogni e trovare il modo giusto per aiutarli ad imparare. Il cibo è il mezzo attraverso il quale un bambino imparerà la fiducia e l’interazione con gli altri”.

Quali sono i suoi consigli?

“Per cominciare potrebbero andare bene anche piccole sessioni di 10 minuti alla settimana, in modo che il bambino si ambienti con la cucina. Fare in modo di rendere l’apprendimento un’esperienza positiva e divertente per entrambi. L’importante è essere molto cauti e procedere a piccoli passi”.

Come può la cucina dare sostanza al tuo progetto?

“A volte è difficile per i genitori connettersi con i loro figli che hanno bisogni speciali. La cucina è una piattaforma sociale che si fa spazio attraverso le interazioni di gruppo e alla costruzione delle relazioni, oltre a contribuire ad avere un rapporto più salutare con il cibo. La cucina è un’altra forma di educazione!

Progetti per il futuro?

“I miei obiettivi a lungo termine sono di continuare ad educare. Troppi bambini si svegliano ogni giorno spaventati per andare a scuola perché sono vittime del loro essere “diversi” e fraintesi anche dagli adulti che sono lì per proteggerli. La mancanza di comprensione genera cattiveria e l’unico modo per cambiare le percezioni è attraverso un’educazione aperta e onesta.”

 

Dan Munteanu

 

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