L’anima crudista di Luca Andrè

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Il Soul Kitchen di Torino è stato il primo ristorante italiano ad aver inserito nel menù il row food. Una cucina ancora di nicchia, oltre che una filosofia, ma che sta avendo crescente successo

 

Dieci anni di alimentazione vegana  e una parentesi fruttariana. Passione per il cibo ed un bagaglio di esperienze che fa di Luca Andrè, esperto di cucina innovativa gourmet edocente della FunnyVeg Academy   uno dei massimi esponenti di questa cucina. Il primo in Italia ad inserire nel menù del suo locale, il Soul Kitchen di Torino, delle scelte crudiste.  Questo particolare tipo di preparazione, nella quale i prodotti non vengono cotti prima del consumo, è sconosciuta alla maggior parte della gente comune. Lo chef torinese ce ne spiega le caratteristiche.

In cosa consiste la cucina crudista?

“Dietro c’è una filosofia complessa, che va alla ricerca del benessere fisico e non solo. Gli ingredienti che vengono utilizzati, oltre ad essere vegetali, lavorati con metodi alternativi che possono implicare per esempio la marinatura, l’essiccazione, la fermentazione e così via. Le cotture avvengono a temperature che non superano i 42/45 gradi”.

Perché?

“Al di sopra in natura gli ortaggi, e più in generale i prodotti della terra, non sopravvivono. Se nell’ambito di una preparazione prendessi un prodotto e lo reidratassi quello germoglierebbe di nuovo. Questo perché il cibo che viene cucinato è ancora vivo. È questa l’essenza del crudismo”.

Quali sono i vantaggi di mangiare crudo?

“Tantissimi, anche al livello mentale. Mangiando in questo modo si è più lucidi. Nell’ambito della cottura vengono persi molti macro nutrienti e le molecole vengono alterate. Inoltre è disintossicante”.

Al Soul Kitchen vengono solo clienti vegani?

“No, sono molti i curiosi o i carnivori che mangiano qua perché gli piace la scelta che offro. Nei miei piatti si ritrovano gusti importanti che possono essere graditi anche da chi non ha un palato allenato a dei sapori vegetariani. In particolare apprezzano la torta alla quale ho dato il nome non casuale: the soul. Lo stesso del ristorante”.

La materia prima è fondamentale nel crudismo?

“Più che nella cucina tradizionale, dal momento che gli ingredienti non subiscono un procedimento di cottura ad alte temperature. Io mi affido solo a produttori italiani e che conosco bene. Questa cucina è salutare e, per essere realmente tale, i prodotti utilizzati devono essere necessariamente di primissima qualità”.      

 

Stefano Bellachioma

 

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