La miglior pizza d’Italia si trova a Caiazzo: è quella di Franco Pepe

Therasia Resort Sea & Spa: cucina è poesia non solo “mangiare”
25/09/2018
Metropolìta, dove il cocktail non è più solo un momento che precede o segue la cena
27/09/2018

Pepe in Grani è stata scelta come miglior pizzeria d’Italia secondo la guida 50 Top Pizza: premiata l’innovazione, la location ma anche l’abbinamento con la birra creata ad hoc per il loro menù

 

Partito da un’esperienza famigliare che dura da generazioni, con un bagaglio di idee legate all’innovazione e alle esigenze dei clienti, Franco Pepe apre a Caiazzo molto più di una semplice pizzeria, ma un autentico adeguamento alla modernità. Sale classiche, sale da degustazione, sale private, zona belvedere. Il vero pezzo forte poi, è la carta dei vini ed il Sommelier che consiglia il programma di degustazione mirato alle singole esigenze. Non aggiungiamo altro, questa è la nostra intervista.

Come ci si sente a vincere il premio come miglior pizza d’Italia, se l’aspettava?

“No, per me è stata un’autentica sorpresa, una bellissima cosa. Oggi voglio fare ricerca sulla pizza e cerco di dare di più. Se poi questo dare di più mi porta ad essere considerato uno dei migliori, a me fa piacere, anzi mi carica di una responsabilità ancora maggiore, perché chiunque viene qui si aspetta la pizza migliore d’Italia.”

Secondo lei, cosa ha influito a decretare questo verdetto?

“Secondo me le persone si ricordano di un’offerta di pizza diversa, si ricordano il prodotto, la location, il personale preparato ad accoglierli, la degustazione abbinata. Tutte queste piccole cose insieme fanno la differenza.”

Entrando in tema, quale è l’abbinamento più adeguato per mangiare una pizza, il vino o la birra?

“Voglio dire subito una cosa. È finita l’era della pizza e birra e Coca-Cola. Oggi c’è la pizza di qualità, attenta alle materie prime e alla tecnica, pertanto va abbinata o a birre artigianali calibrate sulla degustazione e sul menù, oppure abbinata a grandi vini, che possono essere sia le bollicine della Franciacorta, ma anche lo Champagne, per non parlare dei vini del territorio.”

Quale è la pizza più gettonata?

“Una cosa che piace ai clienti è la degustazione. Si viene qui per assaggiare anche dieci, undici tipi di pizze differenti. E per tornare alla sua domanda, la pizza più richiesta oggi non è più la classica Margherita, bensì la Scarpetta. Pizza senz’olio, con Grana padano Dop, Mozzarella, tre tipologie di pomodoro diverse e polvere di basilico liofilizzato.

Cosa ci può dire della sua birra ad hoc?

“La birra di cui parliamo si chiama Triticum, prodotta dal Birrificio Antoniano. È una birra chiara, fresca e fragrante dal gusto fine e delicato, schiuma bianchissima. Colpisce subito il gusto del malto biscottato e ben aromatizzato. Questa è la birra che si adatta perfettamente al mio menù.”

A proposito di Menù, ha delle novità per noi?

“Il mio menù è sempre in evoluzione. Però visto che me lo chiede, le posso accennare di un menu che a breve sarà presente in abbinamento al menù classico: il menù funzionale. Questo nasce dall’esigenza di portare la salute in tavola e sdoganare la pizza da quell’idea dell’immaginario collettivo che la vede come uno strappo alla regola. L’obiettivo è quello di assicurare porzioni costituite dal 55-60% di carboidrati, 15-18% di proteine, 25-30% di lipidi. È infatti il rispetto di tale equilibrio tra i nutrienti ad assicurare il buon funzionamento del metabolismo di ogni individuo”.

Per il futuro ha intenzione di aprire altre pizzerie?

“Io sono uno di quei pizzaioli che ha detto no agli investitori. Non voglio portare Pepe in Grani altrove. Al massimo posso fare delle piccole collaborazioni e soprattutto lavorare su progetti che comunichi a loro volta il mio progetto di Caiazzo. Il mio concetto è lavorare sempre con delle motivazioni.”

Dan Munteanu

 

 [widgetkit id=”938″]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *